50 mila voti in più

Shaurli: Tolmezzo e Gradisca vittorie simbolo

Il segretario regionale del Pd analizza il voto di domenica: guadagnati 50 mila voti dalle Regionali

Tolmezzo e Gradisca come successi simbolo da cui ripartire avviando un percorso che, basato su idee e proposte programmatiche, porti il Pd ad allargare il suo raggio d’azione verso la costruzione di un centrosinistra ampio e inclusivo. Cristiano Shaurli, segretario regionale dem, parte dalle Comunali di domenica per disegnare il futuro prossimo del partito in Friuli Venezia Giulia.

Segretario, soddisfatto del voto delle Amministrative?

«In un anno abbiamo recuperato,rispetto alle Regionali,4 punti percentuali e 50mila voti e credo sia un risultato importante se consideriamo il vento a favore della Lega di Matteo Salvini. L’obiettivo,adesso, è di crescere ancora basandoci, però, su una piattaforma di proposte nostre visto che, fino a questo momento,abbiamo recuperato terreno soprattutto grazie a errori altrui».

Nel frattempo, però, avete di fatto annichilito il M5S…

«Sì, stiamo tornando a ragionamenti basati su un confronto tra centrodestra e centrosinistra, come dimostrano anche le Comunali e non soltanto le Europee, con quest’ultimo che deve essere, però, giocoforza più ampio».

Più che centrodestra non crede che sia meglio dire Lega?

«E evidente come sia la vera vincitrice di questo confronto, ma più che la Lega, secondo me, questo è il successo targato Salvini. In fondo quella del Carroccio è la stessa situazione che abbiamo vissuto noi 5 anni fa, anche in regione, e poi abbiamo visto tutti come è finita nel giro di poco tempo. I cittadini ci mettano un attimo a giudicare le scelte governative. Fino a ora a Trieste abbiamo ascoltato molta propaganda e comunicazione e ben pochi atti governativi. Adesso attendiamo la Lega nel momento delle decisioni vere e proprie. È in quel momento che dovremo dimostrare di essere pronti».

Nei Comuni, però, ci sono state luci e ombre…

«Visto il dato delle Europee ci aspettavamo più ombre che luci, invece il dato è positivo. Certo, dobbiamo comunque riflettere sul fatto che raggiungiamo risultati importanti nelle città, e penso al31% di Udine o al 28% di Pordenone, mentre dobbiamo migliorare nei paesi anche se aver tenuto tutto l’Isontino e il Triestino, così come aver vinto a Pradamano, Remanzacco, Buttrio o Fagagna non mi pare banale».

Però avete perso, e male,a Tavagnacco…

«A Tavagnacco affrontavamo una sfida complessa che ci dimostra come, alle porte di Udine al pari di altre località, quando ci spacchiamo internamente, come centrosinistra, non siamo competitivi».

E si aspettava di perdere, al primo turno, a Porcia?

«Penso che nonostante la buona amministrazione di Giuseppe Gaiarin questa volta, con il centrodestra unito, la partita fosse quasi impossibile da giocarsi».

In definitiva, quindi, possiamo dire che la vittoria simbolo è quella di Gradisca d’Isonzo dove siete riusciti a confermare Linda Tomasinsig alla guida del Comune?

«Certamente, considerata la presenza del Cara e per tutto ciò che rappresenta sul tema immigrazione Gradisca è stata una vittoria simbolicamente chiave, ma non dimenticherei Tolmezzo e pure Staranzano che ha dimostrato come l’onda leghista, nel monfalconese, non sfondi e che la presunta leadership di Anna Cisint nell’area non esiste. Sono tutti segnali importanti da cui dobbiamo ripartire puntando sulle scuole di partito, momenti di condivisione sul territorio e una maggiore partecipazione. Tutte caratteristiche fondamentali per allargare il nostro raggio d’azione e recuperare elettorato».

(Intervista rilasciata a Mattia Pertoldi per il Messaggero Veneto del 29 maggio 2019)