CasaPound a Trieste: manifestare è un obbligo di coscienza

“Vigileremo e non accetteremo provocazioni”

“Il 3 novembre i neofascisti di CasaPound hanno voluto sfilare a Trieste con le loro bandiere e la loro intolleranza, sporcando l’anniversario della Vittoria e turbando le feste cittadine. Fino all’ultimo abbiamo sperato che prevalesse il buon senso, che fossero ascoltate le comunità religiose e rispettata la presenza di Mattarella il 4 Novembre: i camerati marceranno lo stesso. Per questo il Partito democratico sarà con la Trieste civile, democratica, pacifica, in piazza San Giacomo alle 15”. Lo afferma il segretario regionale del Pd Fvg Salvatore Spitaleri, alla vigilia del corteo organizzato a Trieste da CasaPound e della concomitante manifestazione convocata dalla Rete antifascista.

“I cittadini di Trieste e dell’intera regione – continua Spitaleri – avrebbero dovuto poter celebrare serenamente il compimento dell’Unità nazionale, riscoprendo le ragioni della pace, dell’incontro dei popoli, del rispetto delle diversità. Anche ai moltissimi turisti presenti si sarebbe potuto evitare di offrire l’immagine di una Trieste blindata. Altre ragioni hanno avuto più forza dell’appello trasversale di una città”.

“Siamo consapevoli che qualcuno potrebbe esser tentato di venire da fuori e – aggiunge Spitaleri – approfittare di un pacifica manifestazione antifascista per innescare la miccia dell’antagonismo, e dunque si sappia che vigileremo e non accetteremo provocazioni. Ma CasaPound è il simbolo di ciò che Trieste non vuole più e non merita le sia imposto, perciò manifestare è divenuto un obbligo di coscienza che per noi supera i consueti steccati dei partito”.