Immigrazione: Pd, Carlantoni paladino della lotta ai profughi per fini elettorali

“Comprendiamo il bisogno di Renato Carlantoni di ritagliarsi nuovi spazi all’interno del centrodestra regionale e di mettere al sicuro il suo futuro politico al termine del secondo mandato da sindaco a Tarvisio, ma quello del paladino della lotta ai rifugiati è un ruolo poco credibile e mal riuscito: sembra la caricatura di Matteo Salvini”. Lo affermano la segretaria regionale del Pd Fvg Antonella Grim, il segretario provinciale del Pd udinese Massimiliano Pozzo e del Pd di Tarvisio Enrico Toniutti, replicando “alle esternazioni ormai quotidiane del sindaco Carlantoni sul tema dell’accoglienza ai profughi in regione”.

Secondo i tre esponenti del Pd del Fvg “la battaglia di Carlantoni contro i richiedenti asilo ha assunto già da tempo i toni di una vera e propria campagna elettorale personale, con la quale il sindaco di Tarvisio ambisce a ritagliarsi un nuovo spazio all’interno di un centrodestra frammentato e debole, senza leader di riferimento e senza contenuti. Purtroppo però fare leva sulla paura, sulla protesta e sul populismo, parlando solo alla pancia, e non alla testa, della gente, è un modo facile ma pericoloso di fare politica, che rischia di generare un inutile allarme sociale. In questo modo – continuano – Carlantoni sta dipingendo il Tarvisiano, anche a livello nazionale attraverso precise campagne mediatiche, come una terra chiusa, intollerante e razzista, causando un serio danno di immagine”.

“Il sindaco Carlantoni – spiegano Grim, Pozzo e Toniutti – si autoassegna un ruolo che non ha: dice di essere da anni in prima linea sul fronte dell’immigrazione via terra, ma è una bugia: nella gestione dell’immigrazione in transito dalla frontiera di Coccau, infatti, il Comune non ha mai fatto direttamente nulla. Sono procedure gestite dalle forze di polizia con il supporto generoso di qualche volontario della Caritas o della Croce Rossa. E le spese per l’accoglienza dei minori – concludono – non sono a carico del Comune, ma coperte interamente dalla Regione, come previsto dalla legge”.

Secondo Grim e Pozzo “si tratta di persone richiedenti asilo, la cui accoglienza è soggetta a precise normative internazionali e nazionali. Ricordiamo poi che la maggior parte di loro si ferma nel nostro Paese solo temporaneamente, in attesa di raggiungere altre destinazioni nel Nord Europa, e che la nostra regione è interessata da flussi molto bassi (2 per cento), rispetto a Veneto (10 per cento) e Lombardia (20 per cento). Ciò non toglie – concludono Grim e Pozzo – che è necessario investire in una gestione sempre più integrata e coordinata dei flussi, per fare in modo che la distribuzione dei richiedenti asilo sul territorio sia equilibrata e omogenea, facilitandone la presenza e il rapporto con le comunità e per non lasciare soli i nostri amministratori”.

 

Trieste, 11 dicembre 2014

Comunicato stampa

Ufficio stampa Pd Fvg