Liste Attesa: Fvg in grave ritardo

Sanità: Shaurli, siamo al non-governo della Sanità
Trevisan: proteste cittadini sono quotidiane

“Il mancato recepimento in Friuli Venezia Giulia del nuovo Piano nazionale delle liste di attesa in Sanità è grave e conferma una condizione di non-governo e pesanti ritardi del sistema a livello centrale, con ricadute a livello della programmazione e delle Aziende e soprattutto per i cittadini. Come nel caso della Rete oncologica, i ritardi si accumulano e i disservizi aumentano. Fedriga preferisce affossare punti nascita funzionanti: cominci a fare il presidente non il presentatore”. Lo afferma il segretario regionale del Pd Fvg Cristiano Shaurli, commentando il ritardo del Friuli Venezia Giulia nel recepire l’intesa Stato-Regioni del 21 febbraio 2019 sul Piano Nazionale di Governo delle Liste di Attesa 2019-2021.

Il responsabile Sanità del Pd Fvg, Roberto Trevisan ricorda che “le proteste dei cittadini sono quotidiane, ma non si percepisce l’impegno dell’assessore alla salute nel recepire il Piano Nazionale, nell’adattarlo alle nostre esigenze regionali e soprattutto nell’eliminare gli ostacoli che sempre più rallentano l’erogazione delle prestazioni sanitarie ambulatoriali ai cittadini. Riccardi era più impegnato su questo quando faceva opposizione, e se non avesse trovato la modalità di prenotazione on line che permette trasparenza, fatta dal centrosinistra, sui tempi di attesa sarebbe il buio totale”.

“Aspettiamo che la Giunta Fedriga assuma il centinaio di medici di medicina generale e di continuità assistenziale che mancano e che – indica Trevisan – dovrebbero contribuire a migliorare l’appropriatezza della prescrizione di esami e visite specialistiche. Stesso discorso per la dotazione di personale di molti servizi diagnostici e di molti reparti ospedalieri che dovrebbero assicurare una più tempestiva erogazione delle prestazioni richieste”.

Trevisan ricorda che “è stato adottato da alcuni giorni un accordo ponte con i medici della medicina territoriale che non menziona impegni dei professionisti per il contenimento dei tempi di attesa, quasi fosse un problema banale per cui non occorre impegnare energie e risorse”.