L’unità del FVG è presupposto per crescere

Pascolat: no a Regione spaccata in due come una mela

Sono d’accordo sulla necessità di una regione unita come dice l’assessore Riccardi, però francamente non ho capito come pensa di farlo dividendola in due entità: il Friuli e la Venezia GiuliaAnche perché non ho capito dove cominci la Venezia Giulia, sul Timavo o sullo Judrio, e dove finisca il Friuli andando verso la Livenza: e forse non vale neppure la pena saperlo. Già col fantasma delle vecchie province vedo tornare in auge studi di antichi geografi o cronachisti, a difesa di identità e confini”. Lo afferma il segretario provinciale del Pd di Udine Roberto Pascolat, commentando le dichiarazioni del vicepresidente del Friuli Venezia Giulia Riccardo Riccardi sul problema di “tenere unita la Regione”.

Per Pascolat ragionare ancora in base all’ipotesi di una regione spaccata in due come una mela significa non aver capito da dove veniamo e soprattutto non sapere dove vogliamo andare. Non si può continuare a pensare in termini di identità contrapposte e da bilanciareNon si deve rinunciare a un policentrismo moderno, in una Regione che faccia da sintesi e da moltiplicatore delle doti dei territori. L’unità del Friuli Venezia Giulia – precisa l’esponente dem – non deve essere posta come un problema da risolvere, ma come il presupposto su cui si cresce e con cui si rafforza la specialità. Non si va avanti, se si tiene la testa rivolta all’indietro”.