PD: Spitaleri, serve riformismo dal volto umano

  1. “Voto Martina ma chiedo modifiche statutarie”

L’assemblea nazionale del Pd a Roma il 7 luglio 2018

“Il congresso ci serve perchè abbiamo necessità di riscrivere il nostro modo di essere riformisti“. E’ la riflessione svolta a Roma dal segretario regionale del Pd FVG Salvatore Spitaleri, a margine dell’assemblea nazionale del partito, nella quale, oltre allo stesso Spitaleri, anche il capogruppo Pd in Consiglio regionale FVG Sergio Bolzonello, il consigliere regionale Franco Iacop e la delegata Sabrina Fontana hanno sottoscritto la candidatura di Maurizio Martina alla segreteria nazionale.

“Non rinnego le scelte che abbiamo fatto – ha osservato Spitaleri – negli scorsi cinque anni di governo nazionale e, nella mia regione, di governo regionale, ma indubbiamente un’azione riformatrice spinta e accelerata ha creato smagliature nella nostra società, e spesso proprio in coloro che pensavamo essere i primi destinatari e beneficiari della nostra azione. Talvolta si è trattato di vere fratture dove altre forze politiche si sono annidate e hanno tratto vantaggio”.

E allora, ha indicato Spitaleri “abbiamo bisogno di un riformismo diverso, un riformismo dal volto umano: perche’ fa ripartire l’ascensore sociale, perche’ riconosce un disagio dalle nuove sembianze, perche’ ha il coraggio dello sguardo lungo e non del sondaggio di domani mattina, perche’ quando ricorda 70 anni di pace nel nostro continente non ha paura di dire la parola “Europa”.

“Voto convintamente Maurizio Martina – ha aggiunto Spitaleri – e lo avrei votato convintamente già alla scorsa Assemblea e anche a metà aprile: ci saremmo risparmiati la situazione d’incertezza del Segretario Reggente. Da qui al giorno del Congresso, noi dobbiamo pretendere e riconoscere un Segretario nella pienezza delle sue funzioni, compiti e responsabilità“.

“Rimane la necessità di avviare un percorso congressuale subito ma – ha precisato – che abbia tempi distesi. E servono alcune necessarie modifiche statutarie, a partire dalla riduzione del numero dei componenti dei nostri pletorici organismi, dove si rischia di disperdere un seria possibilità di ascolto, confronto, decisione reale. E a partire da un rinnovato concetto di natura federale del Partito Democratico che – ha concluso Spitaleri – consenta nei territori una articolazione anche politica realmente plurale”.