Pil & spread: quando i grandi non fanno comodo

Quel che ha da dire Gianpietro Benedetti

Gianpietro Benedetti, presidente e a.d. di Danieli & C.Officine Meccaniche SpA

È ormai una consuetudine, quando le autorità politiche e la grande stampa fanno visita alla galleria delle “eccellenze” del Friuli Venezia Giulia, rendere omaggio a quel vero monumento vivente che è Gianpietro Benedetti. Giustamente, perché il gruppo Danieli è una delle poche grosse locomotive che trainano il Pil della nostra regione, che creano occupazione e fanno perfino innovazione.
Ci chiediamo come mai allora, autorità politiche e grande stampa, non ascoltano quel che ha da dire sulla crisi, presente e prossima ventura, questo imprenditore autentico (e sfidiamo qualunque grillino a chiamarlo “prenditore”).


A un meeting di livello, ornato dal saluto ottimistico del presidente Fedriga, richiesto di fare un’analisi dei dati Istat che ieri hanno evidenziato il blocco del Pil  e l’immediata reazione dei mercati con l’incremento dello spread, Benedetti non ha usato perifrasi
“Preoccupa che lo spread aumenti visto il debito che abbiamo di 2 mila e 300 miliardi. Noi abbiamo un debito alto e poca credibilita’ da qui lo spread si alza. Stiamo buttando via molti soldi di interessi. Debito alto, interessi alti facciamo una brutta fine“.
Danieli va bene solo come fiore all’occhiello, come orgoglio friulano, oppure là dentro c’è una competenza e un’esperienza che merita ascoltare e far conoscere? Ascolti Fedriga, e mediti se abbattere l’Irap serve a frenare la slavina innescata dal Governo nazionale. E chi ha il potere di render noto, valuti se l’opinione di Benedetti vale cinque righe in fondopagina.