Riforma costituzionale: Grim, Fedriga surreale e fuori dalla realtà

“La statura di un politico si misura anche dalla serietà  delle critiche, oltre che dalla credibilità  delle proposte. E’ l’ansia di scagliarsi contro Renzi e Serracchiani a obbligare l’onorevole Fedriga a distorcere il senso della riforma costituzionale che sarà  sottoposta ai cittadini il prossimo autunno? Probabile. Ma è anche surreale che Fedriga, obbediente pigiatore del tasto “sì” a tutto quanto il Governo Berlusconi mandava in Aula, definisca questo un “Parlamento di servi”. Lo afferma la segretaria regionale del Pd Fvg Antonella Grim.

Secondo Grim “questo è un Parlamento pienamente legittimato a operare e a legiferare, anche in materia costituzionale. Altrimenti avremmo dovuto sciogliere subito le Camere e dichiarare illegittime tutte le leggi varate dal 2006 in poi. Ricordo poi le giornate della primavera 2013, quando i parlamentari di questa legislatura siglarono un patto politico con il Presidente della Repubblica: questa doveva essere la legislatura delle riforme. A questo patto noi stiamo tenendo fede, altri no. Fedriga si preoccupa del fatto che, come nella totalità dei Paesi europei, avremo maggiore snellezza delle procedure col superamento del bicameralismo perfetto? Prendiamo atto che il capogruppo della Lega vuole mantenere intatta la palude dell’ingovernabilità, dove evidentemente nuota bene, e per questo grida all’attacco contro la democrazia”.

“Con la riforma – osserva Grim – avremo invece una Camera dove saranno rappresentate le istanze dei territori, con un taglio potente ai costi della politica. Non era la Lega il partito che voleva portare a Roma i territori? Il Pd rivendica di dare corpo al regionalismo, che è nella sua storia. L’unico concetto corretto enunciato da Fedriga è che “la riforma non tocca le Regioni autonome”. Ecco, cominciamo da questo: riconoscendo che, nonostante alcune forti contrarieà  rispetto alle Autonomie speciali, si deve al Partito democratico se la riforma non tocca quelle Regioni, e quindi neanche la nostra. Di un tanto, se non fosse troppo preso dai giochi romani, Fedriga potrebbe ringraziare la presidente Serracchiani che ha avuto un peso nel raggiungere questo risultato”.

Secondo Grim “Fedriga sa che una vittoria del no al referendum riaprirebbe le porte alla messa in discussione delle Regioni speciali. Lo sa molto bene, visto che il suo partito è quello della Macroregione del Nord. Infine, di fronte a un Parlamento dove i 5stelle hanno visto un terzo dei loro parlamentari espulsi, il PDL si è frammentato in 4 gruppi parlamentari, Sel ne ha persi un terzo, e nella Lega Nord il 25% ha seguito Tosi, invito l’onorevole Fedriga a riflettere sulle divisioni e contraddizioni, più o meno sopite, del centrodestra. E a trarne le conclusioni quando ipotizza nuove maggioranze per cambiare la legge elettorale”.