Sanità: no tagli al personale

Shaurli: Fvg deve poter assumere in sanità

“La nostra Regione deve poter assumere il personale sanitario di cui abbiamo estremo bisognosi. Occorre che la Giunta faccia tempestivamente chiarezza in merito alla norma che imporrebbe il taglio dell’1% della spesa del personale sanitario. La Giunta deve anche accertarsi definitivamente se è necessaria l’emanazione di una norma nazionale per evitare una riduzione di spesa che comporterebbe ingenti problemi al comparto sanitario e ai nostri cittadini”.

Lo ha chiesto un ordine del giorno, accolto dalla Giunta, a prima firma del segretario regionale del Pd Fvg Cristiano Shaurli, sostenuto dalle firme dei colleghi dem Sergio Bolzonello, Roberto Cosolini, Nicola Conficoni, Diego Moretti e Francesco Russo, e dai consiglieri Massimo Moretuzzo (Patto Aut.) e Simona Liguori (Cittadini). Il documento fa seguito all’approvazione del Dl Calabria, che nel corso del dibattito parlamentare  è stato modificato introducendo una disposizione che renderebbe inefficace nelle Province autonome e nelle Regioni a statuto speciale l’abrogazione del vincolo del taglio dell’1% sui costi del personale. 


“A seguito dell’adozione del cosiddetto ‘Decreto Calabria’ – ricorda Shaurli – il vicepresidente del Friuli Venezia Giulia con delega alla Salute, Riccardo Riccardi, ha invitato con generalità di giunta le Aziende sanitarie e gli Irccs della regione a predisporsi a recepire l’abrogazione del vincolo del taglio dell’1% sui costi del personale, una volta che il decreto sarebbe stato approvato in forma definitiva. Ora, il taglio dell’1% nella nostra regione corrisponderebbe a una riduzione di circa 9 milioni e mezzo di euro, generando notevoli problemi alle strutture sanitarie e alle aziende del SSR”.
Il segretario dem evidenzia che l’odg chiede alla Giunta “un urgente e formale intervento del Governo nazionale, qualora risultasse necessaria una norma interpretativa o una norma diretta per non applicare il taglio dell’1% anche nella nostra Regione”.
“Il presidente della Regione – aggiunge Shaurli – avrebbe ricevuto rassicurazioni verbali dal Governo circa la non applicabilità del taglio dell’1% per le regioni che provvedono autonomamente al finanziamento della propria spesa sanitaria. Ma è evidente che nell’ambito dei rapporti con lo Stato – conclude – una telefonata non basta”.