Immigrazione: governare flussi nel modo migliore è nostro dovere

“Chi governa ha il dovere di gestire i flussi migratori garantendo controlli e sicurezza, e cercando di diminuire il più possibile l’impatto degli arrivi sui territori. Chi non governa può invece permettersi di chiacchierare sui grandi sistemi”. Lo afferma la segretaria regionale del Pd Antonella Grim dopo la riunione con i prefetti, Mario Morcone e la presidente Serracchiani, che si è svolta ieri a Trieste, replicando alle critiche che arrivano dal alcuni esponenti del centrodestra.
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Immigrazione: Pd non è buonista, ma responsabile

  “Il buonismo non abita dalle parti del Pd: noi affrontiamo il tema dell'immigrazione con realismo, responsabilità e legalità”. Lo afferma la segretaria del Pd Fvg Antonella Grim, dopo le critiche del consigliere regionale forzista Novelli in tema di gestione dei flussi migratori. Secondo Grim “ci troviamo a gestire oggi una situazione molto più complessa di quella cui eravamo abituati fino a tempi anche molto recenti. E non accettiamo lezioni da chi e' stato al governo per anni e non ha saputo adottare misure adeguate per affrontare e prevenire alcune situazioni di forte criticità. ‎Sicurezza e sostegno al lavoro delle forze dell'ordine – osserva Grim - sono stati nostre priorità sulle quali abbiamo lavorato concretamente, non come il centrodestra che ha tagliato un miliardo alla Polizia".
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Immigrazione: serve legge perché fenomeno esiste, miopia politica non ci appartiene

“Una legge sull’immigrazione serve perché l’immigrazione esiste. Far finta di non vedere le evoluzioni sociali e la realtà di oggi è tipico di una micia politica che non ci appartiene”. Lo afferma la segretaria regionale del Pd Antonella Grim in merito alla proposta di legge numero 99 “Norme per l'integrazione sociale delle cittadine e dei cittadini stranieri immigrati”, approdata oggi in Consiglio regionale.
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E’ vero: non possiamo rinunciare all’umanità per tre voti

profughi ungheria La notizia è di poche ore fa ed è di quelle che tolgono la parola. Una cinquantina di profughi trovati morti asfissiati in un Tir, abbandonato dal conducente sul bordo di un’autostrada. Come cani, si diceva una volta, forse ancora oggi. Senza aria, sotto li sole, senza acqua né cibo. Morti nel cassone di un camion guidato da un uomo che li ha parcheggiati e abbandonati per strada come merce scaduta. Ed è successo a due passi da noi, in Austria, nella civilissima Austria, che ormai, come noi e come molti altri Paesi europei, fa i conti con il dramma delle migrazioni lungo la rotta balcanica, quelle cha dal Medio Oriente porta i richiedenti asilo verso l’Europa. L’Europa questa volta sembra essere uscita da un letargo durato anni sul tema dell’immigrazione e dei richiedenti protezione internazionale. La cancelliera tedesca Merkel, noncurante delle contestazioni, apre le porte della Germania ai profughi siriani, superando i trattati di Dublino e invocando strategie europee finalmente efficaci. La Serbia chiede aiuto all’Ue, l’Ungheria innalza muri ed è in affanno. Il presidente della Commissione europea Juncker dice di non voler vivere in un’Europa che rialza barriere e filo spinato, ma di fatto poco si sta ancora facendo. Il motivo? Forse perché, sul problema, non esistono piani, strategie e soluzioni “europee”. Ricordiamo il rifiuto netto di alcuni Paesi del Nord Europa di accollarsi una parte del peso degli arrivi, solo poco tempo fa, davanti alle tragedie dei barconi nel Mediterraneo, come se il problema non fosse loro, ma solo italiano, o della Grecia. Ebbene, probabilmente i numeri e la violenza delle immagini che arrivano oggi dai Balcani, con queste carovane umane che si massacrano corpo e anima pur di avere dalla vita qualcosa di meglio, stanno rompendo l’illusione che il problema sia sempre e solo “altrove” o “altrui”. Il problema è NOSTRO. E’ un problema europeo, strutturale, epocale: va governato con la consapevolezza che non finirà oggi, né domani e che non basterà metterci qualche pezza. Tralascio qui la risposta alle solite, inutili, miserevoli, provocazioni della Lega Nord, che sul tema dei richiedenti asilo gioca la sua partita politica più grande, convinta che spaventare la gente sia il modo più semplice per guadagnare potere e consenso. Mi soffermo piuttosto sulla necessità, appunto, di trovare nuove strategie europee, di pensare finalmente con un testa unica e – fondamentale – di strutturare sempre meglio l’accoglienza di chi ha diritto – lo ricordo: è un diritto, non uno sfizio – di ricevere protezione internazionale. In Friuli Venezia Giulia lo stiamo facendo, con l’accoglienza diffusa che deve diventare sempre più diffusa: piccoli gruppi in ogni comune. Non c’è via di fuga dalla realtà: se io vivessi in Siria o in Libia e qualcuno mi perseguitasse, scapperei. Con ogni mezzo, in ogni modo, a ogni costo. E noi che siamo qui, dall’altra parte del Mediterraneo, dobbiamo chiederci quanto vale la politica che facciamo e cosa possiamo dare, anche a costo di trovare degli ostacoli. Scusate, ma è così, lo sappiamo e dobbiamo dirlo: la politica dell’accoglienza non paga, punisce, perché spaventa e allontana la gente. E’ un sentimento spesso involontario, quasi atavico, ma c’è, esiste. Ma, come ha detto il nostro premier e segretario nazionale Matteo Renzi l’altro giorno, non si può perdere l’umanità per tre voti. E ha ragione.   Antonella Grim Segretaria regionale Pd Fvg

Direzione regionale su lavoro e immigrazione

“Il potenziamento della Giunta regionale con l’ingresso del nuovo assessore Cristiano Shaurli è una scelta giusta e condivisibile, che renderà l’azione di governo ancora più mirata ed efficace, soprattutto in questa fase in cui è necessario attuare le riforme impostate nei primi due anni di governo rafforzando ulteriormente il confronto con i territori”. Lo afferma la segretaria regionale del Pd Antonella Grim, che ieri sera a Udine ha aperto con il suo intervento la Direzione regionale del partito, incentrata su due temi principali: lavoro e immigrazione.
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Immigrazione: Grim, opposizione fuori dalla realtà

“Parlare di “bombe sociali” o di “pianificazione dell’invasione” è fuori dalla realtà. Una sistemazione equilibrata e uniforme dei richiedenti asilo sul territorio regionale, alleggerendo i Comuni più in sofferenza, è una soluzione necessaria e ragionevole”. Lo afferma la segretaria regionale del Pd Fvg Antonella Grim, aggiungendo che “invece di strillare continuamente con slogan e magliette, sarebbe interessante che l’opposizione ci illuminasse con le proprie ricette in tema di politiche dell’immigrazione. Ma servono proposte serie, non chiacchiere, perché fare propaganda sulla pelle della gente è facile, risolvere i problemi un po’ meno”. Secondo Grim “le proposte per la gestione dei richiedenti asilo, annunciate dall’assessore Torrenti e messe a punto anche grazie al lavoro del Pd Fvg, sono solo ovviamente indicative: ci sarà tutto il tempo necessario per condividerle con i territori e gli amministratori, ed apportare eventuali ulteriori miglioramenti. Accendere i toni e alzare le barricate preventivamente non serve a nessuno”. “Come Pd Fvg – commenta Grim – negli scorsi mesi abbiamo svolto su questo tema un lavoro serio, attraverso il nostro Forum immigrazione, e ci siamo confrontati sul territori e con gli amministratori, con incontri pubblici e riunioni, a partire dall’area che è stata più sotto pressione di recente, cioè l’Isontino”.
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Richiedenti asilo: Grim, dal Pd risposte realistiche

“Il Pd regionale sta affrontando il problema dell’immigrazione e dei richiedenti asilo con realismo e con un percorso istituzionale serio e proficuo. Il buonismo, su questo tema, non ci appartiene”. Lo afferma la segretaria regionale del Pd Fvg Antonella Grim. Secondo Grim “l’assessore Torrenti ieri ha illustrato con chiarezza la proposta di legge con la quale si intende governare il flusso dei richiedenti asilo in Fvg, che tra l’altro è il risultato di un intenso lavoro e confronto interno al Pd regionale. Nelle parole dell’assessore – continua - colgo la determinazione chiara del voler risolvere un problema complesso, coniugando il rispetto delle regole nazionali e internazionali con il rispetto dei nostri territori, che devono essere protagonisti attivi nella gestione dei flussi migratori e nella realizzazione di programmi di accoglienza e integrazione, proprio come abbiamo chiesto come Pd Fvg, facendoci portatori delle istanze degli amministratori locali”.
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“Je suis Charlie”, ma non solo a parole

Charlie Parigi è stato uno strappo forte e doloroso. Assistere a un attacco così brutale nel cuore della Francia, Paese che, con la Rivoluzione francese, ha esplicitato quei principi sui quali si fondano le democrazie europee e lo stesso sogno e progetto di Unione europea – libertà, uguaglianza, fratellanza – è stato un colpo pesante. Ma, dopo lo choc iniziale, l’importante è rimettersi subito in piedi, nella consapevolezza che essere compatti in difesa di quei valori fondanti è l’unico modo per arginare fondamentalismi e intolleranza. Lo abbiamo fatto, domenica scorsa a Parigi nella storica marcia per la libertà. E lo ha ribadito anche il nostro premier Renzi a Strasburgo, in un discorso che ho apprezzato, per la chiusura del semestre di presidenza italiana dell’Ue: l’Europa deve essere una “superpotenza valoriale”. Espressione incisiva, piena, perfetta per descrivere ciò che questo nostro Vecchio continente deve ritrovare se vuole rendere sempre più solida quella comune casa europea nata sulle macerie della Seconda Guerra Mondiale. E’ un obiettivo ambizioso, ma ineludibile. Per riuscirci, però, dobbiamo capire che è necessario donare una piccola parte di noi, Paesi membri: dobbiamo rinunciare a una parte della nostra sovranità per arrivare finalmente a una politica europea comune e, dall’altra parte, dobbiamo cogliere l’essenza del concetto di integrazione, che significa aprirsi all’identità dell’altro, e accettare con piena consapevolezza che i flussi migratori non possono semplicemente essere depennati come un problema temporaneo da risolvere a colpi di legge, ma vanno governati e gestiti con rigore e buon senso. L’ho detto durante la conferenza stampa di fine anno: nel 2015 la nostra priorità, come Pd Fvg, sarà declinare cos’è la cittadinanza europea e approfondire in particolare il tema dell’immigrazione. Materia delicatissima, molto semplice da strumentalizzare per creare facile consenso e che per tali ragioni va trattata apertamente e seriamente. La questione è, purtroppo, sempre di stretta attualità, anche in Friuli Venezia Giulia, dove di recente se ne è parlato molto, tra polemiche, proclami, manifestazioni, raccolte di firme. Da Trieste a Tarvisio, da Lignano a Pontebba, da Udine a Gorizia. Anche perché, complice l’inasprirsi dei conflitti e della povertà sull’altra sponda del Mediterraneo e nell’area mediorientale, il numero di quanti scappano da fame e violenza è aumentato e, di conseguenza, si sono resi necessari sforzi maggiori per rispondere anche all’emergenza dei richiedenti asilo, ovunque, Fvg compreso. E per risolvere questo problema non esistono soluzioni facili e immediate. Chi le propone, parla senza conoscere la materia o, ancora peggio, lo fa consapevolmente a fini elettorali. Molte delle persone che arrivano in Italia sono richiedenti asilo che scappano da guerre e miseria: la loro accoglienza è un obbligo giuridico per tutti gli Stati membri dell’Ue. La Direttiva 2003/9/CE prevede norme minime finalizzate a “garantire un livello di vita dignitoso e condizioni di vita analoghe in tutti gli Stati membri”. La legge indica espressamente che il richiedente protezione internazionale ha diritto all’accesso alle misure di accoglienza sin dal momento della presentazione della domanda di asilo, e che gli vanno riconosciuti interventi assistenziali e di soccorso anche prima della presentazione della domanda. Esistono quindi regole e trattati internazionali che prevedono, per i richiedenti asilo, assistenza e protezione. Possono l’Italia o il Fvg agire diversamente? La risposta è secca: no. Il nostro compito è quello di governare i flussi migratori in modo corretto, integrato e coordinato, lavorando fianco a fianco con gli amministratori locali e i territori per agevolare i percorsi di accoglienza, con progetti ben strutturati, coniugando legalità e solidarietà. Le nostre comunità non devono essere lasciate sole e quindi dobbiamo chiedere con forza a tutte le istituzioni, ai diversi livelli, di fare la loro parte per costruire un sistema diffuso di accoglienza. È possibile sottoscrivere accordi, protocolli d’intesa, con il coinvolgimento delle Prefetture, i Comuni e le associazioni del territorio. Recentemente è stato avviato al Comune di Nimis un progetto sperimentale, una collaborazione tra istituzioni: una bella storia di integrazione che coinvolge un piccolo gruppo di richiedenti asilo, che stanno ripagando la solidarietà della comunità ospitante con lavori di pubblica utilità. E’ un’esperienza che va certamente monitorata, ma che funziona e testimonia che, con serietà e buon senso, ce la si può fare. Antonella Grim Segretaria regionale Pd Fvg

Immigrazione: Pd, Carlantoni paladino della lotta ai profughi per fini elettorali

“Comprendiamo il bisogno di Renato Carlantoni di ritagliarsi nuovi spazi all’interno del centrodestra regionale e di mettere al sicuro il suo futuro politico al termine del secondo mandato da sindaco a Tarvisio, ma quello del paladino della lotta ai rifugiati è un ruolo poco credibile e mal riuscito: sembra la caricatura di Matteo Salvini”. Lo affermano la segretaria regionale del Pd Fvg Antonella Grim, il segretario provinciale del Pd udinese Massimiliano Pozzo e del Pd di Tarvisio Enrico Toniutti, replicando “alle esternazioni ormai quotidiane del sindaco Carlantoni sul tema dell’accoglienza ai profughi in regione”.
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