Riforme: centrosinistra in Fvg regge sui fatti, non su demagogia

“La maggioranza di centrosinistra sta portando avanti un lavoro serio, con grande attenzione alle persone, evitando sempre di cedere davanti a promesse e facile demagogia, come fanno altri: il centrosinistra in Fvg regge sui fatti e credo vi siano i presupposti per continuare su questa strada, coniugando il coraggio delle riforme e la tutela delle fasce più fragili e le nuove forme di povertà”. Lo afferma la segretaria regionale del Pd Fvg Antonella Grim rispondendo al coordinatore regionale di Sel Marco Duriavig, che ha criticato la scelta dei consiglieri di maggioranza di ritenere non ammissibile il referendum sulla riforma sanitaria.
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Grim: da Giunta Serracchiani grandi riforme dimenticate da Tondo

  “Fa sorridere che le critiche sulle riforme piovano proprio da chi per cinque anni si è dimenticato di farle”. Lo afferma la segretaria regionale del Pd Fvg Antonella Grim, dopo le dichiarazioni dell’ex governatore Tondo e di altri esponenti dell’opposizione sul lavoro svolto dalla giunta regionale in Fvg negli primi tre anni di mandato.
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Grim: critiche rocambolesche da un centrodestra che non ha fatto riforme

“Le critiche alle riforme da parte del centrodestra sono rocambolesche: in cinque anni loro, di riforme, non ne hanno prodotta nessuna”. Lo afferma la segretaria regionale del Pd Antonella Grim dopo le critiche dell’opposizione al percorso di riforme portato avanti dalla giunta Serracchiani, dal Pd e dalla maggioranza di centrosinistra, i cui risultati sono illustrati in una campagna informativa di metà mandato.
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Riforme: Forza Italia vuole bloccare tutto

"La politica del 'non fare' e' il segno distintivo di Forza Italia: sono stati  incapaci di fare le riforme quando governava la Regione e adesso vogliono sabotare quanto fatto dal centrosinistra". Lo afferma la segretaria regionale del Pd Antonella Grim, commentando le dichiarazioni della coordinatrice regionale di Forza Italia Sandra Savino, che oggi a Gorizia ha annunciato l'intenzione di ricorrere allo strumento del referendum abrogativo contro le leggi di riforma della salute e degli Enti locali approvate nel 2014 dal Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia.
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Grim: No a un dualismo anacronistico e dannoso tra Trieste e Friuli

di Antonella Grim

speciale quando unito copy Credo sia indispensabile uscire da un dualismo anacronistico e dannoso, che per anni ha visto Trieste troppo spesso chiusa in uno "splendido isolamento" e il Friuli stretto nella fiera convinzione di essere qualcosa d’altro. Ne sono convinta, perché, pur nella consapevolezza delle tante, ricchissime, sfumature storiche, culturali e linguistiche che caratterizzano il nostro territorio, il Friuli Venezia Giulia è pur sempre una regione di poco più di un milione di abitanti, che deve iniziare a ragionare concretamente in termini di integrazione.
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Quei “no” alle riforme che sono – loro sì – un pericolo per la buona politica

direzione Pd Uno spettro si aggira per il Paese: la decisione, il decisionismo. In tempi di riforme e di cambiamenti, c’è qualcuno che vuole stare sul ponte di comando, assumendosi il rischio e la responsabilità delle scelte: un attentato alla democrazia? Una deriva autoritaria? Ma per favore, smettiamola. E’ da vent’anni che i cittadini si lamentano dell’inerzia di una classe politica che ha spesso anteposto il compromesso alle decisioni, la paura alla responsabilità, in un posticipare infinito scelte e azioni, difficili, ma necessarie. In questo Paese dobbiamo essere in grado di ricostruire una catena trasparente e credibile di comando e responsabilità, superando ciò che molti studiosi definiscono la contro-democrazia, cioè la trasformazione delle democrazie in sistemi fatti di veti e ostruzionismo perenne. In poche parole: dobbiamo imparare a scegliere. Come fa un sindaco che governa una città, come fa una famiglia davanti a un problema: ci sono sempre spazi di discussione e di confronto, si parla, si prova, si pensa, ma poi si decide. In famiglia i problemi di oggi hanno soluzioni oggi, non dopo vent’anni, anche se dolorose e difficili. Ed è così che vorrei fosse la nostra politica. Il Pd e il suo segretario nazionale, Matteo Renzi, ci stanno provando, con un programma di riforme ambizioso, audace, se vogliamo. Si sono assunti (anzi, CI siamo assunti) la responsabilità e il rischio delle scelte: ce la faremo? I cittadini avranno la possibilità di constatarlo alla fine del mandato e di decidere se rinnovarci o meno la fiducia, ma il dato più importante è che noi ci stiamo provando. Dobbiamo provare a riempire i fragili, quanto dannosi, equilibri di un Paese che campa da sempre sui campanili e sulle lobby, sugli interessi di parte e sulle corporazioni. Ognuno tira l’acqua al proprio mulino, frena la concorrenza, impedisce una vera modernizzazione del Paese: non permette alla democrazia italiana di essere veramente una democrazia matura. E’ proprio l’incapacità di decidere il principale ostacolo a una buona politica: l’assenza di scelte forti ha provocato, negli ultimi anni, il collasso della politica, ha aperto al governo dei tecnici e al dilagare dell’antipolitica. Certo, il progetto del Governo è molto ambizioso e difficile, e spetta anche a noi vigilare sul suo operato, vagliare con cura ogni decisione, portare i contrappesi ove possibile e necessario, ma l’Italia ha un bisogno disperato di rafforzare le catene del comando e della responsabilità se vuole risollevarsi.   Antonella Grim, segretaria regionale Pd Fvg  

Dalle stupidaggini di Salvini alla ricerca della nostra identità. Parliamo di Europa e di riforme

Di stupidaggini, da Matteo Salvini, ne sentiamo purtroppo molte. Tra le ultime, negli ultimi giorni:  “l’Europa è peggio di Mussolini, usa lo spread al posto dell’olio si ricino”. Cosa dire davanti a una frase del genere, che travalica la (legittima) contestazione politica ed entra in campi assai pericolosi? Di rigurgiti neofascisti, più che dalle parti di Bruxelles, se ne sono visti fin troppi qualche giorno fa a Roma in piazza del Popolo, proprio davanti e sulle stesso palco dal quale il leader della Lega Nord ha agitato gli animi. E’ sin troppo facile ricordare a Salvini che è proprio per evitare di far cadere ancora l’Europa nella brutalità dei totalitarismi che è nata l’Unione europea. E’ proprio sulle macerie di un continente agonizzante, massacrato dal nazifascismo, che ha preso forma un sistema sovranazionale che ha garantito, e ancora garantisce, pace, benessere, e libertà a tutti, Salvini compreso. La scorsa settimana, durante il mio intervento in Assemblea regionale, sono partita proprio da qui, dall’Europa. Mai come in questi mesi, infatti, all’interno del nostro partito, i dubbi sul chi siamo, in quali valori crediamo e dove stiamo andando, stanno agitando le diverse anime. Ecco, voglio partire dal fatto che, per rispondere alle domande – complesse – di cui sopra, non possiamo più prescindere dalla cittadinanza europea, ricordando le motivazioni culturali e storiche che ci hanno portato a iniziare questa straordinaria integrazione europea. In questo percorso, all'interno della comune casa europea, dovremo e potremo anche ritrovare le nostre radici di Paese. Ma l'Europa sta male, stenta a ritrovare una strategia efficace nel disordine globale, quindi una sua identità. Per superare questo impasse, dobbiamo far sì che l'Europa diventi una costruzione politica autenticamente federale: l'assenza  di un vero governo federale europeo ha fatto sì che l’Europa intervenga spesso tardi e male, senza riuscire a coordinare l'azione dei suoi Governi. I nostri obiettivi devono quindi essere due: mantenere salda la nostra appartenenza europea facendoci promotori, all'interno del PSE, di una visione che porti con forza a una governance politica dell’Europa, e che vada a cambiare la politica economica fino ad ora portata avanti. E poi costruire una cittadinanza europea, che diventi uno dei capisaldi attraverso cui rispondere alla domanda di prima, il “chi siamo, in che cosa crediamo, dove stiamo andando?”. In questo difficilissimo quadro europeo, da cui non possiamo più prescindere, come si pone il nostro Paese nella sua ricerca di identità e nel suo necessario percorso di modernizzazione? E, quindi, quali le responsabilità e le risposte del partito di maggioranza oggi al governo, il Partito Democratico? Stiamo cercando di ricostruire per il Paese una credibilità internazionale, persa a causa di vent'anni di esilaranti scenette da cabaret, e di conclamata incapacità di riformare il Paese, magari in anni nei quali bilanci più floridi ci avrebbero permesso scelte coraggiose ma socialmente più spendibili. Stiamo avviando, dopo anni di colpevoli, trasversali ritardi, un difficilissimo percorso di ammodernamento strutturale del Paese, che prima di tutto deve nascere da una scelta culturale di fondo delle nostre classi dirigenti: capire che i bisogni di questi anni richiedono l'abbandono delle tante, troppe, rendite di posizioni che ci contraddistinguono come Paese. Ritorno alla ricerca della nostra identità: a mio avviso, non sono cambiati gli ideali per i quali combattiamo, le priorità dell'essere partito di sinistra al governo. Dobbiamo solo cambiare il metodo della nostra azione politica e di governo. Solo così, rispondendo con efficacia ed efficienza, potremo uscire dalla palude di vent'anni di berlusconismo, da vent'anni di non scelte e di occasioni perdute. Solo così potremo sconfiggere i populismi e l'antipolitica. Questo è il senso della necessità di fare, presto e bene, le riforme, all'interno dell'irrinunciabile quadro europeo; questo il percorso anche della nostra regione, riaffermando il senso della nostra Specialità, usata fino ad ora poco e male, giocando semplicemente in difesa, attuando finalmente un'azione di governo riformista, corposa, lungimirante e veloce. Il lavoro che stiamo facendo, in Parlamento, in Consiglio regionale, sta dando attuazione a tanti obiettivi che fanno parte da anni del bagaglio culturale e politico del centrosinistra italiano, ne cito solo alcuni, la stabilizzazione dei precari, la decontribuzione per dare priorità alle assunzioni a tempo indeterminato, il bicameralismo, l'attenzione  alla scuola, le riforme costituzionali.   Antonella Grim, segretaria regionale Pd Fvg

Grim: 2015 anno delle riforme, grazie a intesa forte e collaborazione nella maggioranza

"Il Partito democratico regionale, nell'azione congiunta tra i suoi amministratori, consiglieri e iscritti, si conferma forza politica di governo responsabile e consapevole della fondamentale partita sulle riforme strutturali. Continueremo a dare il nostro contributo al rinnovamento della regione, forti di un clima di vera e fattiva intesa e collaborazione". Lo afferma la segretaria regionale del Pd Fvg Antonella Grim dopo l'incontro di ieri a Udine con la presidente della Regione Serracchiani, i segretari dei partiti di maggioranza e i capigruppo , "per definire - spiega - l'agenda politica e programmatica per l'anno 2015".
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Tempo di bilanci, tra sfide e riforme: dietro a un anno di successi c’è una grande squadra

Che 31 dicembre sarebbe senza bilanci? Mi accodo anch’io, dunque, in questo scampolo di 2014, con un “Punto Dem” che vuole tracciare una sintesi dell’attività svolta negli ultimi mesi dal partito regionale, con i ringraziamenti (non d’ufficio, ma veramente sentiti) e con tanti buoni propositi per il 2015, anno cruciale per il percorso delle riforme, sia a livello nazionale che regionale. Prima osservazione: il 2014 è stato super intenso, zeppo di cambiamenti e novità, sia all’interno del partito che nel Paese. Io ho raccolto l’eredità del mio predecessore, Renzo Travanut (che ancora una volta ringrazio di cuore) e abbiamo costruito una squadra forte che, tra riunioni, Forum tematici e incontri di vario genere, mi sta accompagnando in questa avventura. Non li cito uno per uno, ma il mio grazie va a tutti i componenti della segreteria regionale, i segretari provinciali e di circolo, i dipendenti del partito, amministratori e dirigenti, il capogruppo con i nostri consiglieri regionali e, ovviamente, agli iscritti e ai tanti cittadini che ci sostengono e continuano a darci fiducia, nonostante le difficoltà, nonostante la crisi e nonostante alcune brutte pagine, anche recenti, nella vita politica italiana che, benché non ci tocchino, contribuiscono a indebolire un’immagine della classe politica che in passato a volte non ha brillato per trasparenza e capacità. Senza la squadra, senza questa squadra, non ce l’avremmo fatta. Quindi grazie a tutti per l’aiuto, il supporto e la pazienza. Ecco, dopo i ringraziamenti, passo ai contenuti. Cosa dire di questo Pd Fvg in versione 2014? Innanzitutto che abbiamo vinto (anzi, stravinto) le elezioni di maggio. Alle europee abbiamo raggiunto un 42 per cento per tutti noi direi inimmaginabile, ed eletto un’europarlamentare, Isabella De Monte, che sta perorando la causa del Friuli Venezia Giulia in Europa. Abbiamo vinto anche alle amministrative, rinnovando la classe dirigente e dando spazio, in moltissimi casi, ad amministratori giovani e capaci. Questi risultati hanno testimoniato l’interesse dei cittadini per la nostra idea di Europa e di governo del territorio, ci hanno dato stimoli ed energia nel percorso delle riforme, e ci danno la carica per lavorare al meglio e ripagare la grande fiducia che ci è stata accordata. In questo anno ci siamo rinnovati. Anche tecnologicamente e nella comunicazione: nuovo sito web, nuovo blog, Facebook e Twitter sempre aggiornati. Strumenti fondamentali anche per spiegare e accompagnare le riforme. Ecco, le ho citate: le riforme. So che la parola è abusata negli ultimi tempi, ma permettetemi di chiudere questo mio spazio parlando proprio delle protagoniste del 2014 (e del 2015…). Il Pd ha oggi l’orgoglio e l’onere di essere partito di governo. In Fvg sosteniamo la giunta guidata da Debora Serracchiani e abbiamo contribuito, assieme alla giunta e ai nostri consiglieri regionali, alla realizzazione di tre grandi riforme: cultura, sanità, enti locali. Non è stato facile, ma ci siamo riusciti e così dobbiamo continuare. Ci aspettano, già a partire dalle prossime settimane, la riforma del lavoro e il Piano industriale, oltre a seguire, assieme ai nostri concittadini, il percorso di attuazione e applicazione delle riforme. E, come partito, nel 2015 intendiamo dedicare tempo ed energie in particolare ad alcuni temi: lavoro, diritti - da declinare sempre di più in un contesto di cittadinanza europea - e immigrazione. Il contributo dato dal Pd alla realizzazione delle riforme è stato essenziale. Solo così, producendo risultati e mostrando concretezza, si sconfiggono i populismi e la demagogia, che purtroppo non sono mancati quest’anno. Stiamo lavorando per intercettare i nuovi bisogni delle persone, per rispondere ai cambiamenti, che possono anche non piacere, ma che sono inevitabili. Come classe politica abbiamo il dovere di non rincorrere affannosamente la perfezione ideale, rischiando così di non scegliere mai, come fatto troppe volte in passato, ma di risolvere i problemi, quelli veri, che ci troviamo davanti agli occhi, che sono tali perché tale è la nostra società oggi. Perché ce lo chiedono i nostri concittadini. Continuiamo così. Mettiamocela tutta. Sarà un grande 2015. Auguri a tutti.   Antonella Grim Segretaria regionale Pd Fvg              

Conferenza di fine anno. Grim: siamo partito credibile e riformista

“Il Pd ha dato un contributo fondamentale alla realizzazione delle riforme in Fvg, mettendo in campo una politica credibile e riformista: l’unico antidoto ai populismi e all’antipolitica. Sanità e Autonomie locali sono stati i temi centrali del 2014; industria, lavoro, diritti e immigrazione saranno tra le nostre priorità nel 2015”. Lo ha affermato oggi a Trieste la segretaria regionale del Pd Fvg Antonella Grim intervenendo durante la conferenza stampa di fine anno del Partito democratico del Friuli Venezia Giulia, alla presenza di amministratori e dirigenti del partito.
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