11 Dicembre 2018

Pd è con lavoratori DM Elektron in sciopero

Shaurli: “Proprietà accetti apertura dialogo”

Serracchiani a Di Maio: subito tavolo istituzionale al Mise

“Il partito democratico è solidale con i lavoratori che scioperano per salvare i loro posti di lavoro, chiede alla proprietà di cambiare atteggiamento e di accettare l’apertura di un dialogo con i sindacati. Ci aspettiamo che l’azienda dia dimostrazione di responsabilità”. Lo afferma il segretario regionale del Pd Cristiano Shaurli, a fronte dell’inasprirsi dello scontro tra i lavoratori e la proprietà della DM Elektron, azienda di Buja (Udine) che produce schede elettriche e ha 150 dipendenti, scesi in sciopero a seguito di crescenti preoccupazioni per il futuro dello stabilimento, che starebbe delocalizzando in Romania.

“Purtroppo non è la prima volta – osserva Shaurli – che in questo stabilimento si presenta la minaccia della delocalizzazione in Europa dell’Est. Già nel 2006, a fronte del rischio di esuberi, la Regione aveva messo a disposizione strumenti di formazione, e negli anni successivi non sono mancati altri momenti di tensione dovuti a un’interlocuzione molto difficile con la proprietà. I camion che portano i macchinari in Romania e la polizia che sposta di forza i manifestanti non possono che preoccupare i lavoratori e le istituzioni”.

“Auspichiamo che la Regione faccia la sua parte – aggiunge Shaurli – come già in passato. Ora serve disponibilità a un confronto chiaro, trasparente e soprattutto corredato da numeri e da un piano industriale concreto e realistico”.

La Giunta regionale venga a riferire in Aula sulla situazione della Dm Elektron di Buja“. E’ la richiesta Lo ha chiesto Cristiano Shaurli, in apertura dei lavori del Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia sulla manovra di bilancio regionale 2019-2021. “La Giunta ha fatto degli incontri e anche in considerazione della tensione che si e’ vista in questi giorni, e’ importante per tutto il Consiglio regionale capire qual e’ la situazione direttamente dagli assessori che si sono interessati di questa crisi”.

Interrogazione urgente al ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico

“Mi sono rivolta direttamente al ministro Di Maio: convochi subito, già nelle prossime ore, un tavolo istituzionale al Mise per scongiurare la delocalizzazione dell’azienda DM Elektron di Buja e conseguentemente salvaguardare i livelli occupazionali.” Così la parlamentare del Pd Debora Serracchiani a fronte del precipitare della situazione occupazione della azienda elettronica di Buja (Udine).

Serracchiani ricorda inoltre nel testo che “dal 7 dicembre scorso i lavoratori stanno manifestando giorno e notte all’esterno dell’azienda attraverso un presidio e che questa mattina si sono vissuti momenti di tensione allorquando sono intervenute le forze dell’ordine in tenuta antisommossa, arrivate sul posto in gran numero, per consentire il passaggio ai mezzi che traslocavano macchinari in Romania”. Serracchiani ha inoltre fatto presente che il segretario della Fiom Cgil di Udine ha “denunciato la presenza di un numero sproporzionato di agenti per questa operazione”.

La parlamentare del Pd, che richiama i “forti impegni politici e istituzionali presi del vicepremier Di Maio, intesi a disincentivare la delocalizzazione di imprese italiane ed estere, operanti sul territorio nazionale”, indica all’esponente del Governo che “a spingere i lavoratori verso questo atto estremo di protesta sono le crescenti preoccupazioni per il futuro dello stabilimento. Più volte – ha aggiunto – le organizzazioni sindacali hanno chiesto di conoscere i piani aziendali ma la proprietà non ha mai voluto chiarire i propri intendimenti. E nello stabilimento di Buia c’è chi è occupato da oltre 30 anni e si vede “portare via un pezzo della propria vita” ha sottolineato Serracchiani al ministro Di Maio.

In primo piano