13 Dicembre 2018

Riccardi ammette che nostra Sanità è eccellenza

Shaurli: “Nella ‘riforma’ Riccardi zero su politiche sanitarie”

“Spesa sanitaria è questione epocale”

“Finalmente Riccardi ammette a chiare lettere che la nostra sanità è un’eccellenza. Confidiamo che presto riconoscerà che l’aumento della spesa sanitaria è una questione epocale con cui deve confrontarsi anche lui, e non un capriccio di chi c’era prima. Finalmente la Giunta Fedriga pare iniziare a capire che le riforme non si fanno per divertimento ma per affrontare criticità anche di tenuta economica, con l’obiettivo di migliorare i livelli di cura e servizi al cittadino”. Lo afferma il segretario regionale del Pd Fvg Cristiano Shaurli, replicando all’assessore regionale alla Sanità Riccardo Riccardi, il quale ha dichiarato che “tra il 2017 e il 2018 il Friuli Venezia Giulia ha contributo con 11 esperienze all’anagrafe delle buone pratiche nazionale” ma evidenziando anche l’aumento della spesa ospedaliera dal 2016 al 2017.

Per Shaurli “sarebbe corretto da parte di Riccardi ricordare che la spesa sanitaria della Regione con la Giunta di centrosinistra è calata dal 2013 al 2016 con un picco del meno -4,78% nel 2014, e ha ripreso a salire dello 0,88% nel 2017 e del 2,20% nel 2018, rimanendo comunque sotto i valori del 2012. L’assessore sa bene che la spesa sanitaria è esplosa in tutte le Regioni italiane, che infatti chiedono un aumento del Fondo sanitario nazionale per far fronte a un vertiginoso aumento della richiesta di servizi: ci sono i nuovi farmaci oncologici, il necessario aumento del personale, i nuovi Lea, i vaccini, gli ausilii sanitarii. Ai bisogni di una popolazione che invecchia e con un crescente numero di non autosufficienti non si risponde incolpando chi c’era prima, perché il giochino dura ancora poco”.

Riccardi pensi almeno a garantire l’eccellenza che ha trovato e – aggiunge Shaurli – per farlo occorre mantenere una sinergia fra i vari livelli, come ha detto lui stesso, a partire da una forte integrazione fra ospedale e territorio e da una valorizzazione del personale che non si limiti alle parole, ma che dia sicurezze di percorsi e di obiettivi. E’ un fatto che di questo quasi nulla si vede nella sua recente norma, che è audace chiamare riforma, in cui a parte cambiamenti di contenitori nulla si propone per le politiche sanitarie e – conclude – tantomeno per l’efficientamento della spesa”.

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