Fedriga: zero idee per l’industria

Renzo Liva

Liva: nulla per semplificazione e sburocratizzazione

«I dati sul lavoro sono in caduta libera, le crisi si susseguono e tutti gli indici economici segnalano sofferenza e contrazione. Di fronte a questo scenario, la Giunta risponde con premi all’autarchia, ristrutturazioni di capannoni vuoti e alberghi diffusi, oppure trasforma come d’incanto un mutuo in 1.200 posti di lavoro. Questo è sconfortante se si pensa a tutte le possibilità di intervento per le imprese e alla Giunta Fedriga mancano idee capaci dare la necessaria svolta. Ancora una volta nulla per l’industria». Lo afferma il responsabile Economia del Pd Fvg Renzo Liva, commentando le dichiarazioni del presidente della Regione, Massimiliano Fedriga e dell’assessore Sergio Emidio Bini, rese al Messaggero Veneto in tema di economia e lavoro. Questa è la replica inviata al quotidiano: se verrà pubblicata sarà dato conto.

«Dopo una legislatura passata ad ascoltare il centrodestra invocare la specialità, la fiscalità di vantaggio, i pericoli dell’allargamento verso il Veneto, colpevole di averci procurato forti dolori in termini di perdite sui crediti in Mediocredito e Finest, oggi scopriamo che le politiche fiscali non danno i frutti sperati».

Secondo Liva, «bisognerebbe innovare, aumentare le dimensioni delle nostre imprese, bisognerebbe facilitarne l’accesso al credito e incentivare le start up innovative, il ricambio generazionale nelle nostre aziende, magari anche la stessa forma giuridica, occuparsi di energia e di reddito e produttività. Ma invece che si fa? Si pensa di risolvere tutto con capannoni e alberghi diffusi. Peraltro incentivando una visione miope e autarchica dell’impresa che mantiene tutto in Regione incurante del mercato, delle opportunità economiche, del vantaggio complessivo che può derivare a una azienda con il core business in Fvg, dall’avere alcune sue parti collocate in Paesi dove usufruiscono di vantaggi. Con una Giunta con una cultura industriale così arretrata temo che per molte aziende sia opportuno rinunciare ai suoi bandi».

Infine, conclude Liva, «il tema della semplificazione e della sburocratizzazione pare essere sparito dalle agende dell’esecutivo regionale. Anzi vengono addirittura aggravati da una legislazione raffazzonata, fatta per omnibus che aggiungono deroghe su deroghe, complicando la vita ad aziende e artigiani, come il caso del decreto crescita per gli artigiani costretti dal governo nazionale a fare da banca ai propri clienti che chiedono il bonus. Una proposta nostra: istituire un fondo a disposizione degli artigiani che anticipi per loro conto il bonus al cliente finale».