Migranti: Pd, presto chiarezza su prefetti indagati

Shaurli: hanno collaborato con Istituzioni locali. Serracchiani: comprendo amarezza Zappalorto

“L’auspicio è che sia fatta al più presto chiarezza sulla posizione dei prefetti Zappalorto e Marrosu, e degli altri indagati. Personalmente, ho conosciuto in loro dei dirigenti che si sono adoperati collaborando lealmente con le Istituzioni locali, dialogando e mediando situazioni complesse del territorio non solo relative ai migranti”. Lo afferma il segretario regionale del Pd Fvg Cristiano Shaurli, commentando la notifica dell’avviso di conclusione delle indagini preliminari nel terzo filone investigativo sulla gestione del Cie-Cara di Gradisca d’Isonzo (Gorizia), in cui rientrano a titolo di indagati due ex prefetti di Gorizia, Maria Augusta Marrosu e Vittorio Zappalorto.

Per Shaurli “questo non è certo il momento in cui la politica deve tirare la giacchetta alla giustizia, per accreditare la bontà di una gestione dei migranti piuttosto che un’altra. La risposta dell’accoglienza diffusa è stata ripudiata, noi lo riteniamo un errore, ora vedremo quali saranno i risultati del decreto Salvini. Intanto c’è rammarico – conclude – per chi vive momenti umanamente difficilissimi”.

Serracchiani: comprendo l’amarezza di Zappalorto

“L’amarezza del prefetto Zappalorto è comprensibile e, nel massimo rispetto delle prerogative dall’Autorità giudiziaria, gli auguro che l’indagine sgombri il campo da ogni ombra. Il suo agire in Friuli Venezia Giulia è stato schietto e operativo, ma sempre super partes e rispettoso del territorio. Un giudizio confermato peraltro anche in Veneto”. Lo afferma la deputata del Pd Debora Serracchiani, a proposito dell’indagine sulla gestione del Cie-Cara di Gradisca (Gorizia) che ha coinvolto il prefetto Vittorio Zappalorto.

“A prescindere dalla specifica vicenda giudiziaria e su un altro piano, spero che in questo tempo di ‘umani duri’ e di ‘pacchia finita’ – aggiunge Serracchiani – chi è al potere non vorrà adottare in modo indiscriminato anche il metodo della ‘piazza pulita’ verso chi c’era prima“.