Vaccini: A che serve una laurea in medicina?

La politica “gentista” che parla di quel che non conosce

di Andrea Allegranti

 

“Fattele tu le 7 vaccine, coglione”. “Infame, spiega tu alle madri che hanno figli con autismo, come mio cugino che era sanissimo e dopo quattro vaccini è diventato autistico”. Queste, più insulti di varia natura, le scritte ingiuriose contro Matteo Bassetti lasciate all’ingresso della Clinica di infettivologia

 
A che servono una laurea in medicina e una specializzazione in immunologia quando ci sono gli scienziati da tastiera dell’Internet che spiegano il mestiere a medici come Roberto Burioni e Matteo Bassetti? D’altronde, insegna il ministro della famiglia Lorenzo Fontana, per il “gentismo” vale tutto: «A me dieci vaccini sembrano troppi ma non sono un medico». Hai studiato scienze politiche? Sei evidentemente uno scienziato.

Sei Davide Barillari, consigliere regionale del Lazio e complottista a Cinque stelle? Vuoi che la “scienza mainstream” sia sottoposta alla volontà della politica, perché la politica è più importante della scienza. il morbillo partySei Paola Taverna, vicepresidente del Senato, già in eterna lotta con la grammatica e la sintassi, figurarsi con la medicina? Puoi autorevolmente (e letteralmente) dire che «i centri vaccinali sono similabili a quelli che vengono paragonati i marchi per le bestie» e proporre i morbillo party: «Io quand’ero piccola, che c’avevo poco a poco un cugino che c’aveva una malattia esantematica facevamo la processione a casa di mio cugino, perché così la zia se sgrugnava tutti e sette i nipoti, così tutti e sette i nipoti c’avevano la patologia e se l’erano levata dalle palle».Insomma, da “uno vale uno” siamo ormai saldamente passati a “uno vale l’altro”. Il M5s lo spaccia per democrazia ma come avvertiva Isaac Asimov nel 1980, «c’è un culto dell’ignoranza negli Stati Uniti e c’è sempre stato. Una vena di anti-intellettualismo si è insinuata nei gangli vitali della nostra politica e cultura, alimentata dalla falsa nozione che democrazia significhi ‘la mia ignoranza vale quanto la tua conoscenza’». Dalle nostri parti aveva già detto tutto Nanni Moretti in un film del 1981, “Sogni d’oro”, che vale la pena rivedere oggi: «Tutti vi sentite in diritto, in dovere, di parlare di cinema. Tutti parlate di cinema. Parlo mai di astrofisica io? Parlo mai di biologia io? Parlo mai di neuropsichiatria? Di botanica? Di algebra?parla di cio’ che conosciIo non parlo di cose che non conosco. Parlo mai di epigrafia greca? Parlo mai di elettronica? Parlo mai delle dighe, dei ponti, delle strade? Io non parlo di cardiologia, io non parlo di radiologia. Io non parlo delle cose che non conoscoooooooooo». Macché; i gentisti del M5s affermano che la competenza non è importante, tutto può essere sottoposto a volontà politica e a referendum. Norberto Bobbio nel suo “Il futuro della democrazia” avvertiva che «il cittadino totale non è, a ben guardare, che l’altra faccia non meno minacciosa dello stato totale». La faccia minacciosa dei “tavernicoli”.
(pubblicato sul Messaggero Veneto, 8 luglio 2018)