Fedriga smetta attacchi contro medici scomodi

Shaurli: non siamo in Ungheria di Orban

Fedriga la smetta di intimidire chi esprime in piena libertà la propria opinione: i medici hanno lo stesso diritto di parola di qualunque altra categoria, e nessuno in questo Paese può permettersi di metterlo in dubbio. Fedriga deve capire che, nonostante il suo Governo tutto muscoli e divise, non siamo ancora nell’Ungheria di Orban, e lui da presidente della Regione e uomo delle Istituzioni, le libertà deve tutelarle non comprimerle. Auspico che almeno quelle forze che ancora si definiscono moderate, per una volta abbiano il coraggio di battere un colpo e non subire silenti la linea della Lega”. Lo afferma il segretario del Pd Fvg Cristiano Shaurli, reagendo alle dichiarazioni del presidente del Friuli Venezia Giulia Massimiliano Fedriga, il quale ha criticato la presa di posizione degli oltre 180 medici che hanno sottoscritto una lettera in cui si chiede di parire i porti del fvg e di accogliere i migranti della Sea Watch. Fedriga ha annunciato approfondimenti presso i direttori delle aziende sanitarie e delle strutture ospedaliere regionali.

Per Shaurli “è un segno estremamente grave quello che lancia Fedriga, perché è proprio lui che ha imposto per legge che i dirigenti pubblici possono essere anche dirigenti di partito, e appena si levano voci che non fanno gli fanno comodo parte l’avviso intimidatorio, la richiesta di chiarimenti. C’è una sovrapposizione pericolosa tra ruolo istituzionale e ruolo partitico, come a Roma, ma qui non siamo tutti al servizio di Salvini”.

“Fedriga faccia caso a quel che accade: non ai partiti ‘buonisti’, ma nella società civile, nelle categorie, tra la gente comune. Ascolti sul serio le parole del vincitore del premio Nonino, perché è troppo comodo partecipare agli eventi e non ascoltare o far finta di non capire”, conclude Shaurli.

Il codice di deontologia medica

Sull’argomento è intervenuto anche Lorenzo Cociani, medico e componente della segreteria regionale del partito, ricordando quanto recita il codice di deontologia medica: “Doveri del medico sono la tutela della vita, della salute psico-fisica, il trattamento del dolore e il sollievo della sofferenza, nel rispetto della libertà e della dignità della persona, senza discriminazione alcuna, quali che siano le condizioni istituzionali o sociali nelle quali opera“.

Per Cociani “appaiono pertanto surreali le dichiarazioni del presidente Fedriga. Ed è inaccettabile che chi fa della politica la propria professione pretenda di precludere dalla discussione su temi così importanti per la società chi dedica la propria vita e professione all’aiuto delle persone. Credo anzi vada sottolineato, a tal proposito, l’esplicito invito a ‘riscoprire la pietà’, formulato dal presidente della Federazione nazionale degli ordini dei medici proprio nella Giornata della Memoria”.