Ok Pd a missioni internazionali

Intervento della senatrice Rojc alle commissioni riunite Difesa e Affari esteri in merito alla partecipazione dell’Italia a ulteriori missioni internazionali per l’anno 2019

Ministra Trenta, Ministro Moavero,

Siamo tutti consapevoli della rilevanza dell’autorizzazione alla partecipazione del nostro Paese alle missioni internazionali; la nostra proiezione, il nostro contributo allo sforzo della comunità internazionale a favore della stabilità, della sicurezza e del mantenimento della pace sono, da lungo tempo, un fattore permanente e fondamentale della politica estera e di difesa dell’Italia.

Con i due distinti provvedimenti che oggi esaminiamo, il Parlamento ratifica la prosecuzione dell’impegno da parte delle nostre Forze armate e delle forze dell’ordine, nelle missioni internazionali in ambito Onu, Ue e Nato.

Valutiamo positivamente il fatto che il quadro della nostra proiezione internazionale, come articolato nei provvedimenti, sia orientato su una linea di stretta continuità. Secondo le stesse conclusioni della relazione analitica “Si tratta di interventi che tengono conto delle linee consolidate d’azione e della postura assunta storicamente dall’Italia in quest’ambito, ma che restano in evoluzione quanto a tipologia di assetti e azioni svolte, in linea con gli sviluppi sul terreno e dello scenario internazionale”.

La continuità, come illustrato nella relazione, è dettata dai pilastri che caratterizzano storicamente l’azione dell’Italia, quali l’impegno nel processo di integrazione europea e la fedeltà all’alleanza nordatlantica, la vocazione mediterranea, la difesa dei diritti umani e delle libertà fondamentali. Per il Partito democratico questi sono principi non negoziabili, e quindi hanno il nostro appoggio convinto. Auspichiamo che la condivisione della maggioranza con il nostro indirizzo in questa sede specifica possa ‘contaminare’ virtuosamente altre sedi del Governo,

Non posso però esimermi dall’esprimere alcuni rilievi:

il primo, riguarda la palese violazione del procedimento autorizzatorio come delineato dalla legge 145 del 2016; siamo a fine maggio e il Parlamento ha appena iniziato la sessione parlamentare di approvazione delle missioni per il periodo 1 gennaio-31 dicembre 2019.

E’ una violazione delle prerogative del Parlamento e una alterazione del rapporto tra Governo e Parlamento, per quanto riguarda la nostra politica di sicurezza e difesa; grave anche perché è già accaduto anche per la precedente autorizzazione, relativa all’ultimo trimestre 2018: e perché il provvedimento del Consiglio dei Ministri, ha autorizzato anche una nuova missione (missione bilaterale di cooperazione in Tunisia) per il periodo 31 marzo – 31dicembre 2019. Quindi, ancora una volta, (come per il caso della “Nato Mission in Iraq”) il Governo avvia una nuova missione e poi, a posteriori, chiede l’autorizzazione.

Con la conseguenza ulteriore che, per 5 mesi, di fatto, i nostri militari sono stati impegnati per il nostro Paese, in teatri anche difficili, senza la necessaria copertura finanziaria e politica, tra l’altro in una fase molto difficile delle relazioni internazionali, a livello europeo e globale.

Io ritengo che per un principio elementare di responsabilità istituzionale, quando si assegnano dei compiti alle nostre Forze armate è poi necessario e imprescindibile, per chi ne ha la responsabilità, mettere questi uomini e queste donne in grado di assolvere ai compiti assegnati e tutelarne la sicurezza, specie nel caso delle missioni internazionali.

Il secondo rilievo riguarda il fatto che la vocazione multilateralista, transatlantica ed europeista, della nostra politica estera e di difesa, nella quale noi crediamo fortemente – è stata più volte messa in discussione dall’azione di questo nuovo Governo; ricordo alla commissione i continui attacchi alle istituzioni europee, le improvvisate dichiarazioni in merito all’avvio della pianificazione del ritiro dall’Afghanistan: a quelle del vice premier Salvini contro hezbollah che hanno suscitato imbarazzo negli ambienti del Ministero della Difesa emesso in seria difficoltà l’operato del nostro contingente il Libano. Ricordo, peraltro, che i nostri contingenti sono schierati in una zona dove è forte l’influenza di Hezbollah ed è particolarmente grave incrinare la neutralità della missione Unifil e dei nostri uomini.

Anche qui, deve valere un principio di responsabilità: diffondere nell’opinione pubblica l’idea secondo cui la partecipazione alle missioni internazionali, o il mantenimento del nostro strumento militare, siano spese superflue o peggio sprechi, è sbagliato e pericoloso: contribuisce a creare opinioni del tutto distorte su funzione e finalità delle missioni internazionali nel mondo globalizzato e interdipendente di oggi e sulla stessa percezione della sicurezza.

Temi come il turnover del personale e l’appropriata dotazione di mezzi sono strettamente legati a una valutazione sull’efficacia del nostro strumento di difesa nelle missioni internazionali, ma rimando ad altra occasione l’approfondimento sulle criticità che stanno affliggendo le nostre Forze Armate.

Il Pd voterà a favore delle due autorizzazioni, ma chiediamo più sostegno alle nostre Forze Armate e maggiore tempestività, trasparenza e condivisione nel processo decisionale su una materia delicata come la politica estera e di difesa. Come già anticipato, ai sensi dell’art 50, comma 3 del Regolamento chiediamo il passaggio in Aula.