Spitaleri: il Pd ha l’onere dell’opposizione

Contro le mance elettorali, il Pd Fvg ha alzato una barricata d’indignazione

Tra domenica 22 e lunedì 23 luglio si è consumata la prima sconfitta politica del presidente Fedriga e della sua maggioranza, e la nostra opposizione ha ottenuto la prima vittoria sul campo, la conferma che il rigore e l’intransigenza fanno emergere le contraddizioni e le debolezze del centrodestra.

Mentre il centrodestra piangeva miseria perché a loro dire il centrosinistra avrebbe lasciato a secco il bilancio, si trovavano circa 900mila euro da ripartire tra i consiglieri di maggioranza per omaggiare soggetti disparati a piacer loro. Merito di un quotidiano aver portato precocemente alla luce il blocco di emendamenti “ad personam” che i consiglieri della maggioranza regionale si apprestavano a presentare e a farsi votare. Ma merito del Pd Fvg aver immediatamente alzato una barricata d’indignazione contro questa mossa, chiamando a rispondere il presidente Fedriga che, in quanto capo della coalizione, non può chiamarsi fuori da quanto fa la sua maggioranza, né pretendere si creda che il centrodestra in aula e fuori, su temi così rilevanti, agisca “a sua insaputa”.

La reazione del presidente Fedriga – giunto al punto di minacciare querela al Partito democratico, presunto colpevole di un reato d’opinione – ha provato che la durezza del nostro intervento era opportuna, per fermare una spartizione che aveva il profumo della mancia elettorale. Ci tocca l’onere dell’opposizione, e la facciamo senza sconti.

Non hanno presentato gli emendamenti ma hanno trovato l’inganno. Fedriga ha annunciato che si farà una legge-contenitore in cui raccogliere le cosiddette “istanze del territorio”, in cui non è ben chiaro come le indicazioni dei consiglieri regionali si contempereranno con i criteri di obiettività richiesti a ogni legge. Organi di prossimità capaci di dare indicazioni sulle emergenze o sulle straordinarie necessità dei territori esistono già, sono le Uti che possono essere chiamate a collaborare per segnalare queste esigenze alla Regione, che invece dovrebbe progettare, pianificare e legiferare.

E’ chiaro, invece, che questa è una vera e propria “legge mancia” regionale, ricalcata da quella famigerata nazionale, che attribuisce a ogni parlamentare la facoltà di “beneficare” un pezzetto del suo territorio. Il metodo ha trovato l’apprezzamento dei consiglieri M5S, ormai sempre più governativi anche in Friuli Venezia Giulia, dove hanno finalmente trovato il modo di accomodarsi a tavola. Chi ha la pancia piena, di solito, non protesta troppo.