1 Ottobre 2008

Salva l’Italia. Salva la scuola!

Il governo strozza la scuola

  • Tagli per 8 miliardi

  • 100.000 insegnanti in meno

  • Chiusura di 4.000 scuole

  • Ritorno al maestro unico

  • Riduzione del tempo pieno

  • Bambini a casa alle 12:30

Se i conti non tornano tagliano la scuola

tagliati 8 miliardi di euro

turnover bloccato

riduzione del tempo pieno

+ spese

– mense

-servizi

riduzione di 87.000 docenti e i 43.000 non docenti

scuole rischio chiusura

didattica superata

– insegnanti di sostegno

integrazione più difficile

Ricordate le 3i – inglese, internet, impresa – del piano per la scuola di Berlusconi? Oggi, invece, per il governo della destra, la scuola è:

Impoverita

  • nel triennio 2009/2011 tagli alla scuola per 8 miliardi di euro;

  • riduzione di 87.000 docenti e 43.000 tecnici, bidelli e amministrativi;

  • fino a 4.000 scuole a rischio di soppressione, soprattutto nei piccoli comuni.

Invecchiata

  • turnover bloccato: escono i precari più giovani;

  • ritorno ad una didattica superata con il maestro unico alle elementari: una società complessa richiede più stimoli all’innovazione.

Inadeguata

  • ritorno al maestro unico, riduzione del tempo pieno e prolungato e uscita dei bambini dalle scuole alle 12.30;

  • riduzione del numero degli insegnanti di sostegno per i bambini disabili

  • aumento delle tariffe per le scuole dell’infanzia, le mense e il trasporto scolastico; meno servizi scolastici fondamentali;

  • maggiore difficoltà di integrazione per i bambini migranti e bambini rom.

Le famiglie e gli studenti non potranno più scegliere la scuola che vogliono ma la scuola che possono pagare.

Salviamo la scuola

Per il Partito Democratico l’istruzione pubblica è un investimento per il futuro dei nostri figli e perciò per il Paese.

Queste sono le proposte del PD per ri­qualificare la scuola:

  • realizzare il patto educativo tra le scuole, le famiglie e gli studenti e approvare in Parla­mento nuove norme sugli organi collegiali della scuola;

  • valorizzare le professionalità degli inse­gnanti adeguando gli stipendi in base al me­rito, e istituendo un piano straordinario e permanente di aggiornamento;

  • azzerare il precariato e introdurre nuove norme di accesso e reclutamento degli insegnanti;

  • riorganizzare gli organici del personale come organici funzionali di ogni scuola;

  • potenziare l’autonomia scolastica; attivare un sistema di valutazione di tutte le istituzioni scolastiche;

  • attuare correttamente l’obbligo di istruzione a 16 anni per ridurre a zero la dispersione scolastica;

  • portare l’85% dei ragazzi al diploma e gli altri almeno ad una qualifica professionale; attuare il riordino degli istituti tecnici e professionali;

  • potenziare la formazione permanente per tutta la vita;

  • promuovere una scuola più aperta alla comunità e integrata con il territorio che sostenga più cultura, alfabetizzazione informatica, sport, attività sociali e di volontariato.

In primo piano