3 Aprile 2011

Nessuna Moschea nella nostra Pordenone, solo garantita la libertà di culto.

Mah!
Si ricordi però un particolare significativo: la variante 77, che puntualmente il centro-destra si prepara a cassare in caso di vittoria alle amministrative, è figlia della di un’altra operazione di cancellazione, quella della legge Urbanistica approvata dalla Giunta Illy. Con quella legge la Giunta pordenonese si stava attrezzando per costruire il nuovo piano Regolatore per la città, necessario dopo decenni per ridare equilibrio aggiornato allo sviluppo urbanistico. All’interno di tale piano sarebbe stato necessario, come è stato fatto in parte nella variante 77, riprendere in toto la distribuzione dei servizi sul nostro territorio e ripensarli anche alla luce del ridotto sviluppo demografico della città: per ora il limite di sviluppo è stato posto a 65mila abitanti, ma 1 figlio a famiglia senza l’afflusso di stranieri (penso ai lavoratori non ai clandestini/profughi naturalmente) farebbe in questo momento di Pordenone una città da 43-44mila abitanti con un limite di sviluppo di 52-53mila abitanti; tutti riescono ad immaginare quante risorse in meno resterebbero al ns. comune (15% circa in meno in termini di addizionale Irpef e ICI, oltre che di ulteriore
indotto).
Questo ripensamento del nostro territorio era uno degli obiettivi importanti e s’è pensato di porre rimedio alla mancata ridefinizione di una Legge Urbanistica Regionale con una variante che risolvesse alcuni dei problemi restati sul tavolo: tra questi la parziale redistribuzione delle zone dedicate ai servizi, e tra queste quelle relative alla libertà di culto, che resta un valore fissato all’interno della ns. Costituzione e cheva recepita anche nelle sue applicazioni normative.
Non è passato molto tempo dai disagi e delle conseguenti proteste nella zona di Via Monte Pelmo: in
molti si lamentavano del sostanziale insediamento di una moschea. Ma, proprio perché non è passato molto
tempo, tutti si ricorderanno anche della grande attenzione e della grande prudenza manifestata nel gestire
quella situazione, prima a tutela della gente del quartiere e ma anche della Comunità Islamica cittadina,
dislocando il punto di incontro nella zona Comina ex-Zanette e costituendolo come Centro Culturale aperto.
Perciò le parole del Sindaco a difesa della variante e delle particolari destinazioni previste sono più che mai
chiare e coerenti.
Quello del centro-destra è dunque un passaggio polemico e strumentale. Spero che nelle prossime settimane il centro-destra cittadino discuta nella sua campagna elettorale di che cosa vuol aggiungere e migliorare a Pordenone e non solo di che cosa vuol cancellare. In ogni territorio è già difficile guardarsi intorno per comprenderne i bisogni e le aspettative; perdersi a guardare indietro può costare caro in termini di opportunità e sviluppo.

Il Segretario del Circolo del PD di Pordenone
Walter Manzon
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