Sanità: da Gorizia proposte per ospedali e territorio
VITO: UN OSPEDALE UNICO SULLE DUE SEDI DI GORIZIA E MONFALCONE
Nel titolo c’era tutto il programma dell’evento – “Sanità pubblica, Bene comune” – promosso oggi a Gorizia dal Pd provinciale con la collaborazione dei circoli territoriali e del gruppo provinciale Sanità. Con il metodo del dialogo informale in piccoli gruppi, il Pd isontino ha coinvolto un centinaio di cittadini, associazioni e amministratori locali, e li ha focalizzati sui temi dell’organizzazione del sistema sanitario, del rapporto pubblico-privato, del ruolo del volontariato.

In primo piano, ha spiegato la segretaria del Pd provinciale di Gorizia Sara Vito, “abbiamo messo le sfide dell’organizzazione sanitaria, chiedendo ai partecipanti di esprimersi liberamente in forza delle loro esperienze. E così sono emerse proposte, alcune relative a medicina generale e assistenza domiciliare, specialmente per una popolazione che invecchia. Assieme al primato di un sistema pubblico forte e a un accento sul ruolo del volontariato e degli operatori socio-sanitari, con la richiesta urgente di nuove assunzioni e percorsi di formazione”.
“Volevamo rendere protagonisti i cittadini e le associazioni che hanno aderito all’iniziativa – ha detto Vito a margine dei lavori, precisando che “il Pd è qui in chiave di ascolto: ci sono persone con esperienze e competenze diverse, e persone che vivono la sanità come cittadini, pazienti”.
Ai tavoli hanno partecipato anche alcuni sindaci, di San Pier d’Isonzo e di San Canzian d’Isonzo, il vicesindaco di Ronchi, vari assessori comunali, oltre ovviamente ai consiglieri regionali Diego Moretti e Laura Fasiolo.
La segretaria dem ha posto enfasi nel chiarire la richiesta di “tutela della sanità isontina tutta, ovvero un ospedale unico su due sedi, Monfalcone e Gorizia”, perché “non esistono dicotomie territoriali, ma anzi solo insieme si è forti e si riuscirà a dare l’assistenza necessaria e di qualità. I presidi territoriali – ha sottolineato Vito – sono fondamentali”.
“Il cittadino non è una merce che deve viaggiare in giro per la regione – è stata la chiosa esplicita di Vito, che ha sostenuto: “tutto ciò che è possibile deve essere fatto come medicina di prossimità”.
