2 Aprile 2026

Protezione Civile: Governo e Regione agiscano presto

LENARDUZZI: CI SONO FALLE NEL DISEGNO DI LEGGE DEL GOVERNO

“Il Governo e il legislatore nazionale agiscano e facciano il loro lavoro, presto e nella forma più esaustiva, mentre il governo regionale deve sollecitare e sostenere meglio il percorso emendativo della norma. Attendiamo la sentenza ma resta il dubbio che ci siano delle falle nel disegno di legge del Governo già approvato. La condanna penale per i fatti  di Preone sta gettando preoccupazione sull’intero sistema del volontariato locale. Ai sindaci, coordinatori e operatori del settore non basta il plauso ma sono dovuti protezione e tutela”.

Il coordinatore regionale ANCI dei piccoli Comuni e sindaco di Ruda (Udine) Franco Lenarduzzi lancia un appello dopo la condanna a un anno per il sindaco di Preone, Andrea Martinis, e per il coordinatore comunale di Protezione Civile, Renato Valent, ritenuti colpevoli di omicidio colposo per la morte del volontario Giuseppe De Paoli durante un’operazione a seguito del maltempo.
“Negli ultimi anni – osserva il sindaco di Ruda – l’attività dei volontari è stata progressivamente appesantita da burocrazia, adempimenti formali e responsabilità personali sempre più gravose e quanto avviene, anziché rafforzare la sicurezza, rischia di indebolire la capacità dei Comuni di garantire servizi essenziali in situazioni di emergenza”.

“Ma questa vicenda apre una serie di questioni ulteriori – indica Lenarduzzi – di  carattere etico, giuridico e operativo che non possono essere ignorate, perché sembra si attribuiscano responsabilità sproporzionate rispetto a ruoli e possibilità. In sostanza si sta generando un sistema che rischia di punire chi si mette a disposizione e dona il proprio tempo a favore delle comunità”.

“Invito ministri, assessori, parlamentari e consiglieri regionali ad agire più che a deprecare – ribadisce il coordinatore dei piccoli comuni – se davvero si vuole evitare un danno per le comunità e per il futuro. Il rischio vero è che si incanali una deriva che potrebbe portare a ridurre le attività di Protezione Civile a mere presenze formali, prive della capacità operativa e a svuotarla – conclude Lenarduzzi – dalle vere azioni che le hanno contraddistinte nei nostri territori”.

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