Coltelli a scuola: intervenire con chiarezza
L’INCONTRO A TRIESTE. CONTI: ANCHE DUREZZA SE SERVE //
“Questi episodi vanno trattati con chiarezza, anche con durezza se serve, parlando con il ragazzo e facendo un lavoro educativo a tutto campo. Ci sono da reindirizzare certe voglie di protagonismo che possono essere molto pesanti, molto gravi. Determinati atteggiamenti sono figli anche di una mancata presa in carico di fragilità, di problemi personali e problematiche familiari. Quindi di volta in volta andrebbe fatto un lavoro di educazione, di confronto, di ascolto dei ragazzi per insegnare loro come si sta in questo nostro mondo civile”.
Lo ha detto la segretaria regionale del Pd Fvg Caterina Conti intervenendo oggi a margine dell’incontro “Scuola e intelligenza artificiale: una sfida educativa”, che si è tenuto oggi a Trieste, commentando il caso avvenuto in una scuola del capoluogo, dove un ragazzo avrebbe estratto una lama di circa 20 centimetri con cui avrebbe minacciati altri studenti. Tra i presenti, esperti e operatori della scuola, l’on. Irene Manzi, Marco Craighero e Maria Luisa Paglia, per il Pd.

La deputata e responsabile Scuola del Pd Irene Manzi ha colto lo spunto della Giornata internazionale dell’educazione e ha sottolineato che “il presidente Mattarella ci offre un importante stimolo rispetto alla centralità e al ruolo essenziale dell’educazione e ci dà l’opportunità di riflettere sull’uso delle nuove tecnologie e in particolare dell’intelligenza artificiale nelle scuole. Pensando a episodi recenti, appare evidente che, rispetto al tema generale dell’educazione e della sicurezza, non bastano soluzioni fondate solo sulla creazione di nuovi reati, come il governo si appresta a fare con un nuovo decreto sicurezza”.
Manzi ha ricordato che “il Pd da molti mesi ha depositato una proposta di legge della collega Serracchiani per una regolamentazione più severa sull’uso e la cessione di armi da taglio ai più giovani” e ha precisato al contempo come “sia necessario mettere in campo una grande azione educativa che comprenda, ad esempio, l’affiancamento agli insegnanti di figure come quelle dei pedagogisti, degli educatori, degli psicologi, che investa sui patti territoriali di comunità e sull’educazione alla affettività ”.
“Serve una strategia educativa che non si limiti a indicare soluzioni facili ma che investa nel lungo periodo”, ha aggiunto la deputata dem.