Protezione civile: sindaca Sgonico solidale con sindaco Preone
HROVATIN: INCENDI 2022 HANNO DIMOSTRATO EFFICACIA DEL SISTEMA DEI SOCCORSI
“Esprimo la massima vicinanza e solidarietà al sindaco di Preone e al coordinatore locale di Protezione Civile. Al di là del merito giudiziario, la vicenda solleva un interrogativo cruciale che riguarda tutti i Comuni del Friuli Venezia Giulia e la certezza giuridica di chi ogni giorno si spende per la tutela della collettività. Sul piano tecnico, quanto accaduto conferma l’urgenza di una riflessione profonda sulla netta separazione delle responsabilità quando si opera in condizioni di emergenza. Dopo anni da quel disgraziato incidente possiamo pretenderlo”.
La sindaca del comune di Sgonico-Zgonik (Trieste) Monica Hrovatin risponde all’appello dei sindaci della Carnia che, dopo la condanna a un anno per il sindaco di Preone (Udine) e per il locale coordinatore di Protezione civile, hanno chiesto la solidarietà di tutti i primi cittadini e delle squadre di Protezione civile.
“Chiediamo un intervento normativo – è la richiesta che Hrovatin rilancia dal territorio del carso – alla Regione e al Governo che faccia chiarezza e restituisca dignità e sicurezza operativa a chi indossa la divisa della Protezione civile e ai primi cittadini. La solidarietà, oggi, non basta più: serve una riforma che riconosca, una volta per tutte, la peculiarità del soccorso in emergenza”.
E se da una parte sostiene che “non è accettabile che chi è chiamato a gestire situazioni critiche in tempi rapidissimi debba rispondere di variabili imprevedibili con lo stesso metro di giudizio applicato alle attività ordinarie”, la sindaca segnala pure che “l’attuale quadro normativo non consente ai volontari e ai referenti di prestare la propria opera con le necessarie garanzie. Sono coinvolti i sindaci come autorità territoriali di Protezione civile e i coordinatori che da decenni gestiscono le emergenze con efficacia encomiabile”.
Hrovatin ricorda che “l’efficacia del nostro sistema è dimostrata dalla storia, come nel caso dei drammatici incendi del Carso nel 2022, quando la macchina dei soccorsi ha funzionato grazie al coraggio e alla dedizione di decine e decine di volontari” chiedendosi al contempo “con quale serenità, in futuro, un coordinatore potrà disporre l’invio di volontari in zone ad alto rischio se il peso delle responsabilità giuridiche ricade interamente sulle sue spalle?”.
La sindaca di Sgonico sostiene che “si deve tutelare chi tutela il territorio, altrimenti il rischio concreto è la paralisi del sistema di volontariato, perché l’incertezza giuridica è un peso per chi è già in servizio e diventa una barriera all’ingresso per le nuove generazioni”.