Industria: a rischio lavoratori Atos spa Trieste
SERRACCHIANI: FERMARE L’AGONIA DELLA MANIFATTURA
“Bisogna fermare questa agonia. Il deserto industriale della provincia di Trieste continua ad avanzare inesorabile e rischia di ingoiare anche lo stabilimento di Atos spa: le istituzioni diano subito un segno di presenza ai lavoratori. Non possiamo rassegnarci alla progressiva dismissione delle nostre capacità produttive e tecnologiche”.
Facendo seguito alle segnalazioni ricevute, la deputata dem Debora Serracchiani rilancia l’allarme per il preavviso di trasferimento a Sesto Calende (Varese) che riguarda, dal prossimo 31 agosto, gli 11 lavoratori della Atos spa di Trieste. La comunicazione è stata inoltrata alle organizzazioni sindacali dall’azienda, che ha un sito produttivo nel capoluogo giuliano in via dei Frigessi, dove si realizzano componenti oleodinamici, in particolare valvole idrauliche. A fronte della situazione la Fiom CGIL di Trieste ha reso noto di avere aperto lo stato di agitazione dei lavoratori del sito di Trieste.
“Esprimo la mia totale solidarietà ai lavoratori in stato di agitazione e – dichiara la deputata – mi pongo a disposizione per quanto nelle mie competenze. Chiedo con urgenza l’intervento della Regione Friuli Venezia Giulia e se necessario del Ministero delle Imprese e del Made in Italy per congelare la decisione dell’azienda e verificare ogni margine utile a mantenere a Trieste la produzione e i livelli occupazionali”.
“E nessuno si permetta di considerare ‘minore’ questa crisi – ammonisce Serracchiani – che vede il possibile ritiro di un gruppo industriale multinazionale attivo in cinque principali poli manifatturieri in Italia e con una rete in quattro continenti. Quegli undici posti di lavoro a rischio sono un pezzo di manifattura di qualità che deve restare a Trieste”.