29 Luglio 2026

Attacco contro assessora: rispettare le donne

MANSERVIGI: DONNE DEM ISONTINO LANCIANO APPELLO ALLA POLITICA

“L’episodio avvenuto durante l’ultimo Consiglio Comunale di luglio a Ronchi dei Legionari impone una valutazione a mente fredda, oltre alla conferma dell’apprezzamento e della solidarietà all’assessora Monica Carta. L’attacco personale lanciato dal consigliere di minoranza Massimo Di Bert testimonia l’insofferenza ad accettare una dialettica paritaria con una donna che riveste un rilevante ruolo amministrativo, e conferma ancora una volta quanta strada ci sia da fare per arrivare alla parità di genere e diritti anche nella nostra Regione. Per questo lanciamo un appello alle istituzioni e alla politica”. Lo scrive Graziella Manservigi, coordinatrice delle Donne Democratiche dell’Isontino, dopo che il consigliere comunale Massimo Di Bert ha definito “allergica al lavoro” l’assessora Monica Carta, che rispondeva a una mozione da lui presentata.

Monica Carta, assessora alle Politiche dell’Istruzione; Attività culturali, biblioteca; Minoranza linguistica; Asilo nido nel comune di Ronchi dei Legionari (Gorizia).
“Opportuno e tempestivo – scrive Manservigi – è stato l’intervento del sindaco Benvenuto e dei consiglieri che hanno preso una posizione netta, prendendo le distanze dall’accaduto. L’auspicio è che almeno sul nostro territorio chi occupa ruoli istituzionali e tutte le forze politiche vorranno farsi portavoce di una fondamentale richiesta di rispetto verso le donne. L’impegno delle Donne democratiche continuerà in questa direzione, con i nostri mezzi e sostenendo tutte le realtà associative che da tempo sono in prima linea per questa giusta causa”.
“Vorremmo darci una spiegazione per questo comportamento – riflette l’esponente dem – aggressivo, denigratorio e gratuito tenuto in aula contro una assessora stimata e apprezzata per il suo lavoro sul territorio, lavoratrice, madre e impegnata politicamente. Purtroppo è un dato di fatto che il problema sussiste, perché la violenza di genere si concretizza anche attraverso l’uso del linguaggio, che può diventare un’arma potente. Problema che diventa ancora più odioso e grave se perpetrato da chi riveste una carica istituzionale, a tutti i livelli. Troppe volte abbiamo sentito frasi deplorevoli pronunciate da autorevoli politici, che increduli dopo averle sentite pronunciare”.
“Il fatto è che sembra facile e senza conseguenze attaccare una donna – osserva Manservigi – il suo lavoro, qualunque esso sia, può essere sminuito e pagato meno. Scontato che una donna debba prendersi cura della famiglia, dei piccoli o degli anziani, ovviamente non degno di essere retribuito. La politica poi resta roba da uomini. Anche per questi motivi, suscita disagio e indignazione che il Friuli Venezia Giulia sia tra le tre Regioni d’Italia a non avere ancora introdotto la doppia preferenza di genere nel sistema elettorale”.La coordinatrice delle Donne Dem segnala poi che “nonostante la determinazione di tante donne nel chiedere la concretizzazione di questa legittima istanza, un blocco politico e ideologico ancora si oppone. Speriamo di aver evitato definitivamente la discriminazione che stava per essere introdotta dall’emendamento alla Legge elettorale presentato alla Camera dei Deputati dalla maggioranza di centrodestra, poi bocciato a voto segreto. Sarebbe stata una beffa suprema, nella legislatura in cui per la prima volta una donna è presidente del Consiglio, dalla quale ci attendiamo s’impegni senza tentennamenti nel favorire la concreta attuazione delle politiche del rispetto nei confronti delle donne”.
“Il messaggio che rilanciamo ogni 25 novembre con la Giornata Internazionale per l’Eliminazione della Violenza sulle Donne ha valore se è ricordato e attuato ogni giorno. E devono essere le istituzioni a incarnare questo appello – conclude Manservigi – in primo luogo gli uomini che quelle istituzioni incarnano, ancora in larga maggioranza”.

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