Electrolux: interrogazione Pd in Senato
VERDUCCI: GOVERNO ARRIVI AL TAVOLO CON PIANO URGENTE
Il senatore Verducci annuncia di aver depositato oggi una interrogazione urgente ai Ministri Urso e Calderone e chiede che “il Governo arrivi al tavolo del 25 maggio con un piano alternativo solido, che non assecondi lo scempio annunciato ma rilanci un settore in cui l’Italia ha da sempre grandi potenzialità”. L’interrogazione è stata firmata anche dalla senatrice Tatjana Rojc.
INTERROGAZIONE
a risposta orale
VERDUCCI
Al Ministro delle imprese e del Made in Italy
Al Ministro del Lavoro e delle politiche sociali
Premesso che,
in data 11 maggio 2026, la multinazionale svedese Electrolux ha comunicato alle organizzazioni sindacali (Fiom, Fim e Uilm), nel corso di un incontro svoltosi a Venezia Mestre, un piano di riorganizzazione industriale che prevede 1.700 esuberi sul territorio nazionale, pari al 42,5% circa dei 4.524 addetti complessivamente impiegati in Italia;
il medesimo piano contempla la chiusura definitiva dello stabilimento di Cerreto d’Esi (AN), dove sono attualmente impiegate circa 170 lavoratrici e lavoratori, e che nel solo anno 2025 aveva prodotto oltre 77.000 cappe aspiranti di alta gamma e raggiunto i previsti obiettivi e premi;
il piano di riorganizzazione prevede inoltre la riduzione degli organici negli stabilimenti di Porcia (PN), Susegana (TV), Forlì e Solaro (MI), nonché l’interruzione della produzione di lavasciuga a Porcia e di piani cottura a Forlì, con la contestuale intenzione aziendale di trasferire a terzi la produzione di beni a basso valore aggiunto;
tra i soggetti colpiti dagli esuberi figurano anche circa 200 lavoratori con contratto a tempo determinato;
la motivazione addotta dall’azienda risiede nella difficoltà a competere con la concorrenza cinese e asiatica sui prodotti di gamma medio-bassa. Secondo quanto dichiarato dai vertici di Electrolux ai sindacati, l’acciaio viene pagato “il 31 per cento in più di quanto non accada in Cina” rendendo la stessa azienda non competitiva neppure con l’acciaio dell’ex Ilva;
le organizzazioni sindacali hanno dichiarato il piano inaccettabile, hanno proclamato lo stato di agitazione permanente e uno sciopero di 8 ore in tutti gli stabilimenti italiani del gruppo, chiedendo contestualmente l’immediato intervento del Governo tramite una convocazione urgente al Ministero delle imprese e del made in Italy;
il Ministero suddetto ha convocato per il 25 maggio 2026, alle ore 15:00, presso Palazzo Piacentini, un tavolo sulla vertenza Electrolux, con la partecipazione dei rappresentanti dell’azienda, delle organizzazioni sindacali e dei rappresentanti delle Regioni Emilia-Romagna, Friuli-Venezia Giulia, Lombardia, Marche e Veneto;
la stessa azienda ha dichiarato di voler chiudere l’operazione “entro l’anno”, configurando uno scenario di estrema urgenza per le comunità territoriali interessate, in particolare per quella marchigiana di Cerreto d’Esi e del comprensorio fabrianese, già duramente colpito da precedenti crisi industriali;
Considerato che,
già nel mese di aprile 2026, le organizzazioni sindacali avevano intuito i segnali di una imminente crisi aziendale, confermati dalla convocazione del 28 aprile in cui Electrolux aveva parlato esplicitamente di “piano di ottimizzazione e revisione organizzativa”;
secondo quanto riportato su diversi articoli di stampa, il Governo starebbe valutando di offrire ad Electrolux “contropartite” sul modello di quelle adottate per evitare la chiusura degli stabilimenti Beko – già Whirlpool – nelle Marche, salvati all’epoca attraverso una trattativa che coinvolse partnership militari di Leonardo e Piaggio Aerospace con Baykar, l’azienda turca guidata dal genero di Erdogan, contesto, questo, profondamente diverso, in quanto Electrolux non è una società a controllo familiare bensì una public company partecipata da fondi di investimento internazionali, tra cui l’americano Causeway;
durante l’incontro dell’11 maggio u.s.non si è materializzato alcun interesse concreto da parte della società cinese Medea, da tempo segnalata come potenziale acquirente delle attività europee di Electrolux;
tenuto conto che:
il settore degli elettrodomestici rappresenta un comparto strategico del manifatturiero italiano, e la presenza di Electrolux sul territorio nazionale è stata sostenuta nel corso degli anni anche attraverso significativi incentivi pubblici, tra cui i bonus per mobili ed elettrodomestici;
la chiusura dello stabilimento di Cerreto d’Esi e la più ampia riorganizzazione del gruppo in Italia rischiano di produrre effetti devastanti sul tessuto socioeconomico dei territori coinvolti, con ripercussioni su famiglie, filiere di fornitura e indotto locale;
la progressiva riduzione dell’occupazione – da 5.700 a 4.542 addetti negli ultimi quattro anni e potenzialmente a 2.800 se il piano fosse attuato per intero – configura un processo di dismissione progressiva che avrebbe dovuto essere monitorato con maggiore tempestività;
è fondamentale garantire che le lavoratrici e i lavoratori coinvolti dispongano di adeguati strumenti di sostegno al reddito e di accompagnamento alla ricollocazione professionale, nel quadro degli istituti previsti dalla normativa vigente;
si chiede di sapere dai Ministri, per quanto di rispettiva competenza, se abbiano già acquisito informazioni dettagliate circa le motivazioni industriali poste da Electrolux a fondamento del piano di riorganizzazione e se risultino, nell’ambito dei rapporti tra l’azienda e le istituzioni italiane, impegni formali o condizioni connesse alla fruizione di finanziamenti o incentivi pubblici, e quali eventuali misure si intendano adottare in caso di loro mancato rispetto;
quali iniziative intendano adottare, in occasione e a seguito del tavolo convocato per il 25 maggio 2026, per garantire la continuità operativa di tutti gli stabilimenti della Electrolux, evitando la chiusura dello stabilimento di Cerreto d’Esi, e per salvaguardare i livelli occupazionali in tutti i siti produttivi dell’azienda;
se il Governo abbia già avviato o intenda avviare interlocuzioni con potenziali acquirenti o partner industriali per evitare la chiusura dei siti della Electrolux a rischio di dismissione;
se abbiano predisposto o intendano predisporre interventi finalizzati a garantire che le lavoratrici e i lavoratori di cui in premessa dispongano di adeguati strumenti di sostegno al reddito e di accompagnamento alla ricollocazione professionale, nel quadro degli istituti previsti dalla normativa vigente.