30 Settembre 2026

Gay Pride: sindaco Pordenone ripensi a patrocinio

TOMASELLO: UNA MANIFESTAZIONE NON SI GIUDICA DAL ‘DRESS CODE’

“Si poteva sperare in un ripensamento, nell’apertura di un dialogo, ma la delusione è arrivata come da programma: peccato per la conferma di un pregiudizio che la destra non riesce a sradicare da sé stessa. Basso fraintende e occulta il senso del gay pride, che non ha nulla a che fare con questioni di stile o di slogan. Neanche omosessuali dà una patente di competenza in tema di diritti, come dimostrano anche i casi di leader politici estremisti in politica. Su questo terreno si misurano tante altre cose, non è solo questione di sesso se ci sono Paese interi, regimi e teocrazie che proibiscono o perseguitano la comunità Lgbtq, dalla Russia all’Iran per fare due casi esemplari, ma lo stesso Orban aveva proibito il gay pride”. Lo afferma il segretario del Pd provinciale di Pordenone Fausto Tomasello, replicando al sindaco del capoluogo della Destra Tagliamento Alessandro Basso il quale ha dichiarato che non avrebbe concesso il patrocinio comunale al gay pride, avendolo giudicato “una carnevalata” .

Per Tomasello “il gay pride è l’affermazione della libertà di essere quello che si è davanti alla comunità, non essere costretti a forme di assimilazione per essere tollerati, poter rivendicare pubblicamente la propria differenza. Sono convinto che la manifestazione si può svolgere senza offendere nessuno e per Basso potrebbe essere un’occasione per lanciare un messaggio di tolleranza politicamente trasversale. Ci pensi ancora”.

“Le istituzioni non devono giudicare i partecipanti di una manifestazione dal dress-code o dagli slogan ma – sottolinea il segretario dem – devono garantire e promuovere la libertà di espressione di chiunque chieda pari diritti di fronte alla legge”.

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