19 Maggio 2026

Electrolux: non accettare piano di dismissione

TOMASELLO, CONFICONI, BONACCINI E SERRACCHIANI INCONTRANO I SINDACATI

“L’azienda ha fatto una dichiarazione di guerra e va respinta”. E’ stata la sintesi su cui si sono trovati d’accordo i rappresentanti sindacali e gli esponenti del Pd riuniti, in presenza nella sede del partito di Pordenone e in collegamento da Trieste, Roma e Bruxelles, per esaminare la crisi aperta da Electrolux con l’annuncio dei  1700 esuberi negli stabilimenti di tutta Italia. Il segretario provinciale del Pd Fausto Tomasello, ha aperto evidenziando che “la filiera del Pd al completo dalla Regione al Parlamento nazionale a quello Europeo è a disposizione per dare una mano, come abbiamo fatto in tutte le occasioni” e ha poi aggiornato l’appuntamento a dopo il tavolo ministeriale del 25 maggio. Hanno partecipato la segretaria regionale Pd Fvg Caterina Conti e membri delle segreterie provinciali e regionali.
Dall’europarlamentare Stefano Bonaccini è venuta l’esortazione al Governo di “coinvolgere Invitalia affinché sia utilizzata come strumento per entrare nella governance dell’azienda” oltre che per attingere ad aiuti pubblici. Bonaccini ha anche messo in guardia rispetto al fatto che “1700 esuberi vuol dire che chiuderanno gli stabilimenti nel giro di pochi anni” perché viene meno la competitività e perché questo sarebbe “uno smottamento, e i migliori, col terrore di perdere il lavoro, se ne vanno nel giro di poche settimane e pochi mesi”.
Serracchiani, annunciando che la crisi Electrolux sarà portata nuovamente alla Camera mercoledì durante il Question time, ha chiarito che “questo è un piano di dismissione e come tale va respinto, si deve ragionare su un piano industriale, che parta dalla parola investimenti e non dalla parola esuberi” altrimenti, ha messo in guardia, “al tavolo del 25 maggio si parlerà solo di ammortizzatori sociali e politiche passive per i lavoratori”. Riguardo al supposto interesse della cinese Midea, Serracchiani ha indicato la necessità di “capire se c’è serietà nell’investimento o se si vuole togliere dal mercato dei concorrenti”. In sostanza, ha concluso “è vero che ci sono una serie di problemi sul mercato europeo ma non possono essere utilizzati come alibi per delocalizzare e portare le produzioni in altri paesi”, perché, ha scandito “questi si muovono come se fossero un fondo e fanno profitti”.
Il consigliere regionale Conficoni ha invitato a “fare squadra tra governo, regioni e forze politiche tutte insieme” invitando la Regione ad “allargare il tavolo”, riferendosi all’iniziativa condivisa dalle Regioni Veneto e Friuli Venezia Giulia e ha giudicato che “le due regioni hanno assunto una posizione condivisibile riguardo il piano, che è irricevibile e va assolutamente ritirato” rilevando la “sintonia” con quanto sostenuto dai sindacati. Conficoni ha altresì osservato che “la Regione non si deve limitare a  sollecitare il governo e l’Unione europea, ma deve essere pronta a fare qualcosa anche lei, mette in campo tutti gli strumenti che ha a propria disposizione, come fece nel 2004”.

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