26 Ottobre 2026

Serbia: vince partecipazione e democrazia

ROJC: ITALIA DIALOGHI CON NUOVO GOVERNO // SERRACCHIANI: MESSAGGIO CHE FA RIFLETTERE

“La  vittoria della Lista studentesca dimostra che in Serbia ci sono riserve di forze democratiche che si mobilitano e partecipano per legalità ed equità, diritto all’informazione e a una magistratura indipendente. Non perdiamo ancora una volta l’occasione di far sentire la vicinanza concreta e sensibile dell’Europa alle aspettative del popolo serbo. L’Italia dovrebbe in prima fila a dialogare con il nuovo Governo”.

Lo dichiara  la segretaria della commissione Politiche dell’Unione europea del Senato Tatjana Rojc (Pd), dopo la vittoria della Lista studentesca nelle elezioni parlamentari anticipate in Serbia.

“Ora si apre una fase di transizione che – prosegue la senatrice dem – auspichiamo si sviluppi senza tensioni e con il contributo della maggior parte possibile della società civile serba. La stabilità dell’area è correlata all’assetto interno della Serbia, ai rapporti con gli altri Paesi balcanici e alla postura internazionale: sono i dossier con cui dovrà confrontarsi la nuova leadership anche in vista delle elezioni presidenziali. Tutti temi che – conclude Rojc – ci riguardano moltissimo”.

Serracchiani: Brasile e Serbia due grandi notizie per la democrazia

“Dalla Serbia al Brasile arrivano due grandi notizie per la democrazia. E un messaggio politico che dovrebbe far riflettere molti. In Serbia, dopo due anni di mobilitazioni contro la corruzione e le derive autoritarie, il movimento degli studenti ha vinto le elezioni, sconfiggendo il nazionalista Aleksandar Vučić. Dimostrando oggi quanto la partecipazione possa cambiare il destino di un Paese. In Brasile, Lula ha conquistato una straordinaria vittoria in rimonta contro Flávio Bolsonaro, rendendo lampante che anche le destre nazionaliste, sostenute da enormi apparati di potere e da potenti alleati internazionali, possono essere sconfitte attraverso il voto. Una vittoria che invita anche a riflettere sul ruolo delle grandi piattaforme digitali e degli algoritmi, capaci di orientare la visibilità delle informazioni e condizionare il dibattito pubblico. Perché oggi la difesa della democrazia passa anche dalla trasparenza degli strumenti che influenzano la formazione dell’opinione pubblica e dalla necessità di impedire che il potere tecnologico diventi uno strumento di manipolazione del consenso. Sono due Paesi molto diversi, con storie e problemi differenti. Ma queste vittorie ci ricordano una cosa importante: nessun potere è invincibile e nessuna democrazia è condannata a subire chi pretende di governare senza essere messo in discussione. In un tempo in cui nazionalismi e autoritarismi cercano di guadagnare terreno, dalla Serbia e dal Brasile arriva un segnale di speranza. La democrazia ha bisogno di persone che partecipano, di istituzioni che rispettano il voto e di una politica capace di offrire alternative credibili. Oggi è una bella giornata per chi crede nella libertà, nella partecipazione e nella forza della democrazia”. Lo dichiara Debora Serracchiani, responsabile Giustizia nella segreteria nazionale del Pd.

(Belgrado 22 ottobre 2026 – foto A. Gori – Osservatorio Caucaso e Balcani)

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