13 Settembre 2026

Electrolux, da Cerreto a Porcia: difendere l’industria

La mobilitazione di quasi mille lavoratori nelle Marche riguarda direttamente anche lo stabilimento di Porcia. La vertenza Electrolux non può essere affrontata come una somma di crisi locali: sono in gioco produzione, competenze e tenuta del manifatturiero italiano ed europeo.

Quasi mille lavoratori, tra dipendenti Electrolux ed esponenti dell’indotto, hanno manifestato oggi a Cerreto d’Esi (Ancona) contro la prospettata chiusura dello stabilimento produttivo. Una mobilitazione che chiama in causa anche il Friuli Venezia Giulia.

«Siamo a fianco delle lavoratrici e dei lavoratori Electrolux che oggi manifestano a Cerreto d’Esi. La loro è una battaglia per il lavoro e per la dignità, ma anche per il futuro industriale del nostro Paese. Ciò che accade a Cerreto riguarda anche Porcia», afferma la responsabile regionale Lavoro ed Economia Valentina Francescon.

La crisi non può essere ricondotta soltanto al costo dell’energia, alle scelte europee o alle trasformazioni dei mercati. Servono politiche industriali capaci di tenere insieme competitività, investimenti e lavoro dignitoso. Limitarsi a gestire gli esuberi significherebbe accettare la progressiva perdita di capacità produttiva e competenze. Per questo i parlamentari democratici hanno chiesto alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni di assumere direttamente la responsabilità della vertenza.

Una questione industriale nazionale

La mobilitazione di Cerreto d’Esi mostra che il problema non riguarda soltanto il destino di un singolo stabilimento. Ogni chiusura indebolisce una rete produttiva fatta di lavoratori, imprese dell’indotto e competenze che interessa tutto il Paese.

Per mantenere alta l’attenzione nazionale Debora Serracchiani ha scritto al presidente della Repubblica Sergio Mattarella, atteso a Pordenonelegge domenica 20 settembre, per chiedere un segno di attenzione del Capo dello Stato verso i lavoratori Electrolux e le loro famiglie che avrebbe un forte valore simbolico e morale.

Anche quanto sta avvenendo nelle Marche chiarisce la portata della vertenza. Accanto ai lavoratori si sono schierati istituzioni, comunità, forze sociali e politiche. La difesa di Cerreto d’Esi non riguarda quindi soltanto le Marche, così come quella di Porcia non può essere limitata al solo Friuli Venezia Giulia.

Difendere la produzione industriale europea

Il problema ha anche una dimensione europea. Difendere Electrolux significa contrastare una perdita di produzione e competenze che rende più debole l’intero sistema industriale europeo.

Per questo abbiamo portato la vertenza anche nel confronto con gli europarlamentari S&D Matjaž Nemec, Andreas Schieder e Marko Vešligaj, incontrati recentemente a Trieste dalla segretaria regionale Caterina Conti e dal capogruppo regionale Diego Moretti. La richiesta è di difendere la produzione industriale europea anche a nome delle migliaia di lavoratori Electrolux che stanno lottando per il proprio posto di lavoro.

Senza produzione e occupazione il sistema sociale costruito nel tempo diventa più fragile. Su questo stiamo lavorando: mantenere unito il fronte a sostegno dei lavoratori e portare la vertenza al Governo e in Europa, perché la gestione degli esuberi non prenda il posto della politica industriale.

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