Fine vita: Fedriga e Riccardi uniti da No alla legge
ROJC: RIMPALLO DOPO AFFOSSAMENTO LEGGE BAZOLI AL SENATO
“Agli effetti concreti di una norma sul fine vita, Fedriga e Riccardi hanno la stessa posizione: è un No. Per chi occupa ruoli politici di governo, opporsi o non fare nulla dà lo stesso risultato, e offre la medesima gelida risposta alle persone che soffrono. Questa è una decisione precisa, non è uno scarico di coscienza ma un’assunzione di responsabilità puntuale. Le Regioni possono fare, lo sanno benissimo nel centrodestra, come ad esempio in Toscana dove dal 2025 c’è una legge sul suicidio assistito, ma anche in Lombardia dove l’assessore Bertolaso lavora a un vademecum in materia, per tacere del Veneto dove si discute. Genera un senso di disagio, a esser moderati, sentire che la Giunta regionale Fvg rinvia la questione al Parlamento nazionale. E che lo fanno proprio all’indomani dell’affossamento in Senato, per loro stessa mano, della proposta di legge sul fine vita del collega Alfredo Bazoli. E’ lo stesso metodo sostanzialmente adottato in Fvg: spostare, procrastinare, e pazienza per chi attende e chiede di trovare una fine al dolore. Lucia e Martina, costrette ad andare in Svizzera per essere libere, sono due vittime dell’indifferenza, e voglio credere non sia calcolo politico”. La senatrice Tatjana Rojc (Pd) commenta il silenzio del presidente Fvg Massimiliano Fedriga e le dichiarazioni dell’assessore regionale alla Salute Riccardo Riccardi in materia di fine vita, dopo che si sono autodenunciati gli esponenti dell’Associazione Luca Coscioni che hanno accompagnato Lucia, 80enne triestina, a morire il 3 giugno scorso in Svizzera.